Morta a 17 anni in incidente: ma è stata uccisa dal fidanzato che ha simulato tutto


Era il 27 aprile del 2017 quando Gustavo Villarreal era alla guida della sua Fiat Uno con a bordo Nayara, la sua compagna giovanissima, all’epoca 17enne,  seduta dal lato passeggero. Poi lo schianto in via Corrientes, nella città di Monte Maíz, nella provincia di Cordoba, in Argentina. Uno scontro frontale violentissimo che ha portato via la vita della giovane donna, Nayara Ibarbia Contín. Le indagini, da allora, hanno proseguito, portando solo oggi luce sulla tragedia.

Un impatto frontale troppo violento e la 17enne Nayara ha perso la vita. I traumi riportati furono così gravi da ucciderla e da allora le indagini hanno sempre provato a fare chiarezza sul caso. Quella morte non è mai apparsa come l’esito di un fatale destino e infatti, dopo 3 anni, Gustavo Villarreal è stato accusato dalla procura di “omicidio aggravato dal legame sentimentale e dal crimine di genere”. (Continua a leggere dopo la foto).






Secondo quanto riportato dalla stampa locale, Gustavo avrebbe intenzionalmente diretto l’auto verso lo scontro che ha portato via la vita della giovane compagna. Lo scopo del ragazzo, dunque, era quello di uccidere Nayara. Le motivazioni che hanno spinto Gustavo a compiere il malsano gesto restano ancora da indagare, ma il giovane è stato arrestato per reato di femminicidio, l’ennesimo di una lunga lista. (Continua a leggere dopo la foto).






Il procuratore inquirente di Bell Ville, incaricato di Isbael María Reyna, ha così ordinato l’arresto di Gustavo Villarreal. Anche all’epoca della tragedia, i parenti della ragazza hanno sostenuto fin dal primo momento che si trattasse di un femminicidio, ma il caso richiedeva le dovute indagini prima di accertare il nome del fautore. Per diverso tempo, l’incidente è stato indagato come morte ingiusta. (Continua a leggere dopo le foto).



Oggi, nonostante non si possa riavere indietro la vita della ragazza, la giustizia ha fatto il suo corso. Il giudice è stato in grado di determinare e comprovare una svolta del caso, sostenendo  che il guidatore della Fiat Uno “ha intenzionalmente diretto il veicolo contro il camion che ha speronato, cercando di uccidere la persona che alla fine è stata la vittima fatale”.

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