Sanremo, Ezio Bosso e il retroscena sul Festival: un’altra scelta di coraggio


La notizia della morte di Ezio Bosso ha immobilizzato tutti. Sulla scomparsa del compositore, e sulla sua capacità di trasformare persino la musica in un messaggio di vita, coraggio e  unione, oggi parla la conduttrice e giornalista Rai, Paola Severini Melograni, figura importantissima nella vita di Bosso, soprattutto in merito all’esperienza e i retroscena che hanno caratterizzato la presenza di Ezio sul palco dell’Ariston.

L’intervista rilasciata da Paola Severini Melograni al Corriere della Sera non fa che consegnare al pubblico un altro umile e profondo messaggio di vita, che va ad aggiungersi e arricchire l’immagine che Ezio Bosso ha lasciato nel cuore di tutti. È vero, le titubanze per la sua presenza al Festival della musica italiana erano tante ed Ezio Bosso ha seriamente temuto di non essere compreso, ma ogni successo prende coraggio proprio dalla validità di ciò in cui si crede. (Continua a leggere dopo la foto).









Era il 3 dicembre del 2015, quando su Radio Rai, fu proprio Paola a stimolare in Bosso il pensiero del Festival. Paola racconta con queste parole quel momento: “Ma tu sei pazza! Non ci andrò mai. Ma poi, chi mi vuole? […] Non voglio distruggere la mia carriera”. Paola ha subito spiegato che “è stato difficilissimo riuscire a farlo salire su quel palco. Nessuno ci credeva, ma con quella partecipazione abbiamo cambiato tutto”. (Continua a leggere dopo la foto).






Il timore di Ezio Bosso, spiega Paola, era figlio di un rischio, ovvero quello “insito in tutte le cose che non si conoscono, come la disabilità. Di solito si gestisce in due modi: o con compassione o con la pornografia del dolore”. E poi un lancio nel vuoto di quel rischio che, in verità, si è trasformato in una grande, profonda vittoria, non solo del talento incarnato in Bosso, ma anche nella sua capacità di interrogare i limiti allo scopo di superarli per fare passare un messaggio di vita. (Continua a leggere dopo la foto).



Una vita che Bosso metteva in tutto ciò che faceva, persino durante l’incontro con il Presidente della Repubblica subito dopo Sanremo, raccontato con queste parole e attraverso gli occhi e la memoria di Paola: “Mattarella ci aveva convocati ma non è riuscito a presentarsi quel giorno perché stava male”. Una possibilità mancata che di certo non ha reso vano il coraggio di Bosso di poter parlare del mondo con gli occhi di chi ha imparato a osservarlo da un’altro punto di vista. Arricchendolo di senso e sottraendolo al pregiudizio. Sempre.

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