“Ciao papà”. Quell’ultima volta di Roby Facchinetti ha commosso tutti. Ma è il messaggio di Francesco Facchinetti (suo figlio) a toccare il cuore: ”Ti aspetta un’altra montagna da scalare”


 

Di padre in figlio, come si suol dire, ma in questo caso di figlio in padre. I Pooh hanno salutato il loro pubblico per l’ultima volta alla Unipol Arena di Bologna. Il concerto finale dopo 50 anni di successi è stata una festa con i fan che li hanno seguiti e ne hanno fatto una delle band più amate di tutti i tempi. E non poteva mancare Francesco Facchinetti, il figlio di Roby e vera e propria star della televisione e dei social. Da sempre e per sempre il primo fan dei Pooh. Era sotto il palco per salutare la band e ha deciso di condividere il video di quell’incredibile momento su Instagram, accompagnandolo con un lungo post. “A voi che mi seguite da tempo, a voi che amate le canzoni di mio padre e seguite i Pooh da anni, a voi che non CI avete mai lasciato soli. Ecco, questo video è per tutti voi”. (Continua a leggere dopo il post)

 

12 Luglio 1982 – Bergamo Avevo 2 anni ed è quello il mio primo ricordo dei Pooh. Volevo stare sotto il palco anche se mia mamma non voleva per via del volume alto. Nonostante questo io volevo stare lì, come se intuissi che quello sarebbe stato il mio posto. Poi gli anni sono volati, sono stati ANNI SENZA FIATO. Io da sotto il palco dei POOH ne ho combinate di tutti i colori. Ho staccato il generatore della corrente durante un concerto, ho falsificato le firme di mio papà e degli “zii”, ho venduto i biglietti ai bagarini. Insomma, mi chiamavano Attila e potete capire il perché. Nonostante questo, il posto sotto quel palco è sempre stato mio, è sempre stata casa mia. Ieri, non mi sentivo bene, allora ho deciso di stare un po’ lontano dal quel palco, non ce la facevo a vedere l’ultimo concerto lì dove sono stato per 35 lunghi anni. Poi, alla fine, sono voluto ritornare al mio posto e questo video è quello che è successo. Voglio regalare questo momento, uno dei più importanti della mia vita, a tutti voi. A voi che mi seguite da tempo, a voi che amate le canzoni di mio padre e seguite i Pooh da anni, a voi che non CI avete mai lasciato soli. Ecco, questo video è per tutti voi. Ciao papà, ti aspetta un’altra montagna altissima da scalare, ti aspetta un’altra avventura da iniziare. E tu, che sei un bergamasco come non ne fanno più, sono sicuro che non smetterai mai di fare quello che ami…non smetterai mai di fare MUSICA. Ti voglio bene Francesco

Un video pubblicato da frafacchinetti (@frafacchinetti) in data: 31 Dic 2016 alle ore 02:52 PST

 

“Ciao papà, ti aspetta un’altra montagna altissima da scalare, ti aspetta un’altra avventura da iniziare. E tu, che sei un bergamasco come non ne fanno più, sono sicuro che non smetterai mai di fare quello che ami…non smetterai mai di fare MUSICA”. Facchinetti jr. era ancora una volta sotto il palco, a stringere la mano di papà Roby e “zio” Stefano D’Orazio. Centinaia i commenti. “Mi hai fatto emozionare”, gli scrive un utente. “Mi sono commossa. Bravi… la famiglia al primo posto. Vi ammiro”, scrive un altro. Sono partiti da Bologna nel 1966 e hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica pop italiana: i Pooh hanno festeggiato quindi cinquant’anni di carriera e il Comune di Bologna li ha celebrati assegnando loro la Turrita d’oro.

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Tanti auguri di BUON NATALE ???? dai TheFacchinettiS ??

Una foto pubblicata da frafacchinetti (@frafacchinetti) in data: 25 Dic 2016 alle ore 05:43 PST

 

 

Il riconoscimento, conferito con un atto del Sindaco, è stato consegnato alla band ieri sera dalla vicesindaco Marilena Pillati, all’Unipol Arena in occasione dell’ultimo concerto organizzato proprio a Bologna, dove tutto è cominciato cinquant’anni fa. “Il primo nucleo del gruppo musicale, poi divenuto celebre a livello internazionale, è partito da Bologna nel 1966. I Pooh – si legge nella motivazione che accompagna l’atto di conferimento della Turrita d’oro – sono la band più longeva d’Italia: hanno venduto più di cento milioni di dischi, conseguito innumerevoli riconoscimenti e nei loro concerti live si sono dimostrati pionieri nell’uso della tecnologia e della multimedialità”. Bologna Città della Musica Unesco “intende riconoscere con la Turrita d’oro il valore della lunga carriera dei Pooh, partita da Bologna e che proprio qui si conclude cinquant’anni dopo”.

 

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