“Non aprite quel messaggio”. Bonus 600 euro, l’allarme dell’Inps


L’Italia versa in una situazione di emergenza. È ormai più di un mese che siamo chiusi in casa senza la possibilità di uscire se non per comprovate esigenze. Molte persone sono state costrette a chiudere i propri negozi, le proprie attività, soffrendo molto anche dal punto di vista economico. Purtroppo gli effetti di questa situazione drammatica, si vedranno più in là. E saranno seri, molto seri. Così, per ora per il mese di marzo (ma è probabile che la misura duri anche ad aprile),

alcuni lavoratori italiani che hanno visto ridotte le loro entrate a causa del coronavirus, potranno usufruire del bonus di 600 euro. Così come i lavoratori autonomi e i professionisti, iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria. Dal primo aprile, dunque, sono partite – non senza difficoltà – le domande per richiedere il bonus di 600 euro. Per richiedere tale bonus, infatti, è necessario essere in possesso del Pin Inps. Non tutti, però, ne sono in possesso. Continua a leggere dopo la foto









Così l’INPS ha introdotto la possibilità di utilizzare una procedura semplificata per ottenere il Pin, al fine di effettuare le domande per il bonus 600 euro per le partite IVA e i lavoratori autonomi. Fin qui, tutto ok. C’è un problema, però. E ha anche fare con le truffe telefoniche che in questo periodo sono aumentate in modo esponenziale. Sia attraverso pc che attraverso smartphone. Continua a leggere dopo la foto






E l’Inps lancia l’allerta. Allerta che riguarda sms che invitano gli utenti a cliccare su un link per aggiornare la propria domanda per il bonus. Cliccando sul link si scarica una app che è un malware. Per questo l’Inps ha diffuso l’allerta per far sapere a tutti che quei messaggi non sono spediti dall’Inps. L’Istituto di Previdenza specifica infatti che, in caso di comunicazioni, gli sms eventualmente inviati non conterranno link. Continua a leggere dopo la foto



 

“Dalle analisi preliminari sembra trattarsi di Cerberus, un malware bancario per Android che sottrae alle vittime le password di accesso e i codici di autenticazione inseriti nelle App o nei siti di web banking” ha spiegato a Cybersecurity360 l’esperto di sicurezza informatica Paolo Del Checco. Quindi attenzione.

Coronavirus, come richiedere il bonus Inps da 600 euro per gli autonomi

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