Mai auguri furono più teneri da parte di Francesco Totti. Ilary non c’entra, è il compleanno di mamma e la dedica fa subito furore in rete. A proposito, ma voi l’avete mai vista la signora Fiorella? Eccola


 

Vip o non vip, la mamma è sempre la mamma. E quella di Francesco Totti, che si chiama Fiorella, ha ricevuto anche quelli di tutta la Capitale, considerando che il figlio ha deciso di augurarle buon compleanno via social. Una dedica secca che, ci mancherebbe, non svela l’età della signora, ma tenerissima: ”Se sono rimasto sempre qui a Roma e sono felice è anche grazie a te! Buon compleanno ma’”, scrive il Capitano sotto alla foto che lo ritrae con mammà. Pioggia di like e auguri, tutti per la signora Fiorella che i giallorossi non smetteranno mai di ringraziare per aver messo al mondo, quarant’anni fa, un campione vero. Anzi: il più grande sportivo della storia della Capitale, che per amore della sua città (e a questo punto anche della sua famiglia) non ha mai tradito i colori giallorossi. Da quando il Pupone ha aperto il suo account ufficiale Facebook, che in brevissimo tempo ha superato il milione di mi piace, condivide spesso foto, pensieri e video anche del suo privato. Come gli auguri social alla mamma, appunto, e le foto della mega festa che si è regalato per i 40 anni. (Continua a leggere dopo la foto)



È un legame fortissimo quello che lega Francesco a mamma Fiorella, come ha raccontato lei stessa qualche anno fa parlando del rapporto tra un Totti ancora bambino e il mondo del calcio: ”Tutto è avvenuto per caso – spiega la signora Totti – Abitavamo a via Vetulonia, con i miei genitori. Stavano molto male tutti e due e io non volevo che Francesco vedesse i nonni soffrire, così lo portavo a giocare a pallone. Dapprima sotto casa, poi a sei anni alla Smit di Trastevere e poi più tardi alla Lodigiani. Ma si vedeva sin da piccolo che era forte di gambe. Quando aveva nove mesi siamo andati in villeggiatura sull’Adriatico, lui camminava già sulla spiaggia spingendo un pallone. Faceva ridere tutti, ho ancora le foto. Il pallone, lui, ce l’aveva dentro. Ma Francesco da piccolo pensava solo a giocare e divertirsi. Lo accompagnavo in macchina agli allenamenti, prima due volte a settimana, poi quando è passato alla Lodigiani tutti i giorni. Da San Giovanni a San Basilio, ogni pomeriggio. Portavo lui e il suo compagno Giuseppe Capano”.

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”Non lavoravo, mi dedicavo ai miei figli e i miei genitori – ha proseguito la madre del Capitano – Certo sono stati sacrifici, ma sacrifici d’amore che non mi sono pesati. E poi io pensavo sempre che era meglio portarlo fuori che tenerlo a casa con i nonni malati. Finito l’allenamento lo accompagnavo al catechismo e gli imponevo di fare i compiti. Gli ripetevo: Francesco, tre sono le cose più importanti, la famiglia, lo studio e il calcio. Se dovevo punirlo, gli vietavo di giocare a pallone e lui soffriva”. Francesco, invece, sempre tempo fa, ha parlato di quella volta che la mamma disse no al suo passaggio al Milan, nel 1989. Aveva 13 anni Francesco: ”Bussarono alla porta del nostro appartamento a Roma. Mia madre, Fiorella, rispose. Chi stava dall’altra parte avrebbe definito la mia carriera calcistica. Quando lei aprì la porta, un gruppo di persone si presentò come dirigenti di calcio. Ma non venivano da Roma, vestivano rossonero. Venivano dal Milan. E volevano che giocassi nella loro squadra. Ad ogni costo”. Ma poi sappiamo bene come è andata.

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