“Ecco che cosa succede nelle cabine degli aerei”. Choc in volo. Da oggi volare vi piacerà molto meno (e non vi sembrerà più sicuro come prima). Poco da dire


 

Centinaia di piloti di voli commerciali sono depressi e hanno tendenze suicide. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università di Harvard pubblicato da Environmental Health e realizzato dopo che nel 2015 il pilota di Germanwings Andreas Lubitz, a causa del suo stato depressivo, portò l’aereo a schiantarsi su una montagna uccidendo 149 persone. Lo studio è stato condotto somministrando a quasi 3.500 piloti di oltre 50 paesi un questionario da compilare in forma strettamente anonima. Il sondaggio è stato progettato con un mix di domande in modo da non suggerire una particolare attenzione per la salute mentale, al fine di minimizzare potenziali bias nelle risposte. Dei 1848 piloti che hanno risposto alla parte che riguardava il loro stato mentale, 223 (il 12,6%) hanno manifestato sintomi di depressione mentre 75 piloti (il 4,1 per cento) hanno confessato di aver avuto pensieri autolesionisti durante le due settimane precedenti. Di 1.430 piloti che avevano pilotato un aereo civile negli ultimi sette giorni, al momento dell’indagine 193 (13,5%) hanno manifestato sintomi depressivi. (Continua dopo la foto)



Dallo studio è inoltre emerso che una maggiore percentuale di piloti maschi piuttosto che femmine “quasi ogni giorno” si sentono falliti, hanno difficoltà di concentrazione e sono convinti che la morte per loro sia la soluzione migliore. Inoltre coloro che presentano sintomi depressivi cercano di nasconderli e non ricorrono ad alcuna cura avendo timore di subire conseguenze negative sulla propria carriera professionale. L’ultimo caso in proposito fu quello di Andreas Lubitz

(continua dopo le foto)


 


 

 

il copilota che avrebbe fatto precipitare il volo Germanwings sulle Alpi francesi e che aveva sospeso il suo addestramento come pilota per “una sindrome da burnout, una depressione”. Questo almeno è quanto scriveva il sito del quotidiano tedesco Faz citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui cui il 28enne si sarebbe confidato in passato. Di più. Una sua ex fidanzata, hostess di volo, aveva dichiarato a Bild che Lubitz le disse:”Un giorno farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno”. Andreas Lubitz aveva una personalità disturbata. Si arrabbiava parlando di lavoro: ”Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione”. La ragazza ha aggiunto: “Una notte si è svegliato e urlava “Precipitiamo”, perchè aveva avuto un incubo. Ma poteva nascondere bene agli altri quel che gli stava veramente accadendo”.

“Ho caldo, ho bisogno di aria” e il passeggero apre il portellone dell’aereo in decollo