“È successo l’impossibile”. Carlo Verdone, l’annuncio sui social: c’entra il coronavirus


A fare le spese del Coronavirus è anche Carlo Verdone. L’attore si è lasciato andare a una lunga chiacchierata virtuale sui social. Motivo, lo spostamento del suo nuovo film, già annunciato domenica da Mara Venier a Domenica In. Ieri Carlo Verdone ha voluto mandare un ulteriore messaggio ai suoi spettatori, sfogandosi anche un po’. “Sono incidenti che possono capitare, però certo è accaduto l’imponderabile, strano che nel 2020 ci troviamo in una situazione quasi da Medioevo, una situazione manzoniana”.

Con l’arrivo del virus in Italia, l’allarmismo e la preoccupazione hanno invaso le case degli italiani che non sanno come fronteggiare un momento così delicato. Carlo Verdone, però, domenica sembrava essere ottimista e lancia un messaggio di speranza: “Siamo nelle mani dei medici, virologi e infettivologi. Comunque dobbiamo essere fiduciosi, sono sicuro che l’emergenza rientrerà e presto avremo anche un vaccino, le notizie che arrivano dall’Australia sono positive”. Continua dopo la foto






“Si vive una volta sola” è il film che vede protagonista Carlo Verdone, Rocco Papaleo, Max Tortora e Anna Foglietta, incentrato su una storia di amicizia con la quale si possono scoprire tanti aspetti della personalità di ognuno di noi, che non sempre vengono fuori. Il film doveva uscire il 26 febbraio nelle sale, ma a causa dell’emergenza Coronavirus, l’uscita è stata rimandata a data da destinarsi. Continua dopo la foto






“Il film è interamente ambientato in Puglia, si basa sull’amicizia ed è senza dubbio quello col miglior cast che abbia mai avuto” ha dichiarato il regista romano. La sua passione per il mondo del cinema è partita proprio dalla casa sua, infatti la vicinanza del padre, noto insegnante di Lettere alla Sapienza, l’ha avvicinato tantissimo allo studio del teatro e della letteratura. Eppure la sua peculiarità sta nell’essersi discostato dai personaggi canonici e averne creati di nuovi e unici nel loro genere. Continua dopo la foto



 


“All’epoca mi ispiravo a persone qualunque, che si potevano incontrare in strada. Oggi è diverso, scrivo e penso i miei film in base ad un’idea e poi adatto i personaggi. Non ho un personaggio preferito o a cui sono più affezionato, ma quello di Leo, con lo sguardo rivolto verso l’alto, è senza dubbio il più poetico. Devo molto a Roma e al mio quartiere, è lì che ho sempre trovato l’ispirazione per i primi personaggi. Mi voglio prendere un merito: quello di essere stato uno degli ultimi a valorizzare il ruolo dei caratteristi. E oggi non posso non ricordare amici come Mario Brega, Elena Fabrizi (la Sora Lella, ndr) e Angelo Infanti”.

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