“Feccia umana, ti voglio veder morire!”. Vittorio Sgarbi, l’insulto è atroce: cosa è successo


In genere Vittorio si trova dall’altra parte, ovvero dalla parte di chi offende. Questa volta però è lui stesso a dichiararsi vittima del sistema. Incredibile ma vero: il critico Vittorio Sgarbi, nonché sindaco di Sutri (Viterbo), ha lanciato una campagna di sensibilizzazione all’odio sui social. Ma cosa è successo? Vittorio Sgarbi denuncia gli insulti, sgrammaticati e brutali, ricevuti da tal Davide Cascino, il quale commentando un post del critico d’arte scrive quanto segue. Testuali parole: “Muoiono tante persone innocenti e tu Vittorio Sgarbi non ti chiama il signore sei un essere inutile strilli per che cosa fallito quando starai male in ospedale non ti cagera (così nel testo, sic, ndr) più nessuno nullità feccia umana”.

Una assoluta porcheria. E Sgarbi, rilanciando il commento, scrive: “Queste cose così carine me le scrive tale Davide Cascino che, se le informazioni del profilo sono vere, pare abbia studiato comunicazione e mass media presso l’Università La Sapienza. Davvero un grande comunicatore!”, conclude con ironia il critico d’arte. Insomma, di diverse intensità, ma è strano adesso che il famoso critico cerchi consenso parlando proprio di odio. Continua a leggere dopo la foto








Perché non si è fermato, ad esempio, quando ha detto a Vladimir Luxuria: “Eri un uomo travestito da donna. Sei stata un uomo o no? Non mentire. Ce l’hai il cazzo o no? Ce l’hai o no? Io ho sempre avuto grande rispetto di te. Io amo i travestiti, li amo e non mi rompere il cazzo a me”. Continua a leggere dopo la foto






Solo a quel punto, la discussione si interrompe perché Vittorio Sgarbi sembra quasi sentirsi male. Vladimir Luxuria suggerisce di prendergli una camomilla mentre Barbara D’Urso svia il discorso e riporta il dibattito a toni più pacati. Durerà poco, perché a trasalire sarà poi Vittorio Feltri che abbandona lo studio dopo aver litigato con Daniela Martani e Veronica Maya. Continua a leggere dopo la foto



 


Insomma, giusto sempre condannare la violenza verbale, che in un certo senso è molto simile se non peggiore di quella fisica: ma allora perché Sgarbi non critica sé stesso? Perché, essendo uomo delle istituzioni, non usa toni più pacati?

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