Trovare lavoro come OSA. Cosa serve per svolgere questa professione?


L’assistenza sociale consiste nel fornire supporto fisico, emotivo e relazionale per aiutare le persone a vivere al meglio la propria vita. Per vari motivi e in diverse fasi della vita, alcune persone hanno bisogno di supporto per sviluppare e mantenere la propria indipendenza, dignità e controllo. Ci sono una vasta gamma di professionalità che offrono servizi a sostegno di adulti e persone anziane e sono qualificate e certificate per svolgere taluni lavori. Prima fra tutti l’OSA, ovvero l’Operatore Socio Assistenziale. Chi è questa figura e cosa serve per svolgere tale professione?

Assistenza sanitaria e sociale che lavorano insieme. Gli operatori socio assistenziali ora svolgono ruoli che coprono sia la salute che l’assistenza sociale in un giusto crossover fra le due competenze.








Negli anni, la necessità che i settori dell’assistenza sanitaria e sociale sviluppassero nuovi modelli di assistenza integrata per promuovere la salute e il benessere e fornire assistenza, è diventata sempre più impellente, anche a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita e di una popolazione sempre più anziana.
Ma come si diventa Operatori Socio Assistenziali? Esistono diversi corsi online per OSA e questi mirano principalmente a fornire competenze chiave per il personale assistenziale in modo che possano valutare e coadiuvare gli assistiti nel raggiungimento di una forma di autonomia e benessere. Come tutti i corsi fruibili grazie al web, anche questi per operatore socio assistenziale hanno il vantaggio di essere gestiti secondo i tempi e i modi di ogni partecipante, con lezioni interattive che si conciliano perfettamente alla vita quotidiana di ognuno. A questo va aggiunto che vengono annullate le spese logistiche per raggiungere la sede fisica del corso e che, al contempo, si può continuare a lavorare. Le nozioni di base che si apprendono in seno a queste lezioni sono inquadrate nell’ottica che l’operatore socio assistenziale non svolge una funzione infermieristica, nonostante sia comunque tenuto a riconoscere e prestare soccorso agli assistiti per le necessità fisiologiche primarie. Le sue competenze vertono prevalentemente sul lato socio-relazionale: analizza ad esempio situazioni e bisogni del paziente, lo stimola incentivandolo ad essere autonomo nella quotidianità, fungendo anche da mediatore nelle relazioni positive con la famiglia, i parenti e gli amici, che grazie al suo ausilio si sentono alleggeriti dal peso della sua disabilità, affrontando con maggiore serenità questa condizione. Inoltre l’OSA assume anche il ruolo di collaboratore dal punto di vista della salute, interagendo con infermieri, fisioterapisti, psicologi, educatori e prestando loro aiuto sia nella cura dell’igiene personale che degli ambienti circostanti.  

Una volta effettuato il corso di formazione, svolte le ore di pratica sul campo ed ottenuta la certificazione OSA, quali sono gli effettivi sbocchi professionali? Gli operatori socio assistenziali possono lavorare come liberi professionisti, occupandosi di assistenza privata riservata ad assistiti presso i propri domicili, oppure come dipendenti di strutture socio-assistenziali (cliniche, strutture ospedaliere, case di riposo, comunità per minori, case famiglia). Sono figure molto richieste anche per la cura dei pazienti disabili, sia negli istituti specializzati, quindi per le lunghe degenze, che nelle strutture ricreative che prevedono l’assistenza per gli ospiti diversamente abili, ad esempio quelle turistiche. 

Lavorare nell’assistenza socio assistenziale significa sostenere le persone con i loro bisogni non clinici, sebbene ci sia un importante crossover tra il lavoro nella salute e il lavoro nella cura sociale. Secondo le ultime stime il settore assistenziale impiega attualmente 1,48 milioni di persone ed entro il 2030 si avranno a disposizione mezzo milione di posti di lavoro extra.

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