”Fottiti cancro…”. Aveva raccontato sui social la sua lotta contro il male e il suo coraggio aveva commosso l’Italia intera. Ma ora, a quasi un mese dalla sua morte, la memoria di Giorgia Libero è stata infangata così. Una storia terribile…


 

I social network, si sa, possono essere anche un prezioso diario sul quale scrivere anche i sentimenti più profondi e farsi forza. Questo era lo spirito con cui Giorgia Libero li utilizzava. Nei suoi profili aveva postato le foto dei capelli persi dopo la chemioterapia, i risultati delle analisi, gli scatti in compagnia degli amici e del fidanzato. Giorgia era una ragazza di 23 anni di Casalserugo che lottava contro un tumore, si è spenta la notte del 18 agosto e ad annunciarlo era stato il fidanzato su Facebook.

Giorgia, viso bellissimo e fisico invidiabile, era ricoverata nel reparto di Ematologia e immunologia clinica dell’Azienda ospedaliera. Il tumore non le ha dato scampo.

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A 20 giorni dalla sua morte si torna a parlare di questa ragazza coraggio per un fatto davvero spiacevole. Lunedì mattina quella che amici di Giorgia definiscono ”una deficiente pervertita” si è impossessata del suo profilo Instagram, mantenendo le foto della 23enne ma mettendoci sopra il proprio nome e cambiando l’immagine del profilo. Ma soprattutto oltraggiandone la memoria con un link che collega a un sito a luci rosse.

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”Sono stato avvertito da amici e conoscenti, che vogliono ancora bene alla mia ragazza — conferma Federico Morandi, il fidanzato della studentessa volata in cielo, si legge sul Corriere della Sera — e mi sono mosso immediatamente, chiedendo a Instagram di intervenire. E così ha fatto, sospendendo l’account. Purtroppo è il terzo episodio del genere in quindici giorni”.

Gli attacchi degli hacker iniziano infatti il 23 agosto. Alle 17.09 Federico posta questo annuncio: ”Per coloro che volessero vivere un momento di preghiera e raccoglimento, sabato 27 agosto alle 19 nella chiesa parrocchiale di Casalserugo si terrà la messa di suffragio dei sette giorni per la nostra Giorgia”. Tra i messaggi di affetto e vicinanza, la notte si insinuano insulti e commenti diffamatori postati da profili falsi.

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Il giorno dopo Federico sporge denuncia ai carabinieri di Codevigo: ”La notte successiva i fake sono tornati a insultarci, per poi sparire. Sono persone che sotto falso nome a tarda ora si inseriscono nei profili con più seguito per cercare visibilità, perciò per neutralizzarli bisogna ignorarli. Non so se si tratti di malati di mente, il mondo del web è pieno di gente strana, però devo tutelare la dignità e l’immagine di Giorgia, perciò tornerò dai carabinieri, per un’integrazione della denuncia”.

“Vuoi me? Allora portami via subito o fottiti”. È morta. Giorno dopo giorni aveva raccontato a tutti la sua malattia. “Ti odio”, diceva Giorgia al cancro che l’ha uccisa. Con coraggio, forza. La storia che ha commosso l’Italia

 

 

 

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