“Mi hanno abbandonata e nessuna sa che cos’ho”. Il dramma della campionessa vittima di una misteriosa malattia che le ha paralizzato le gambe


 

“Sto per morire, me lo sento e non trovano una cura alla mia malattia“. Una guerriera in scarpe da ginnastica, questa era l’immagine della Vincenza Sicari che rappresentava l’Italia alle Olimpiadi di Pechino nei 42,195 chilometri della Maratona. Una carriera brillante quella della trentasettenne lodigiana con i primi esordi nel 1998 sotto i colori della ‘Nuova Atletica Fanfulla Lodigiana‘, per poi transitare, per un anno, nella ‘Fondiaria SAI Atletica‘ (2003), e approdare, nel 2004, nell’Esercito, dove resterà fino 2012, gareggiando ai giochi Olimpici del 2008, e collezionando un ottimo ventinovesimo posto con un tempo di 2h33’31.

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Oggi quella campionessa che macinava chilometri su chilometri è stata spazzata via da una malattia degenerativa neuromuscolare sconosciuta che, progressivamente, l’ha costretta a spostarsi da un ospedale all’altro in cerca, non solo di una cura, ma di una diagnosi definitiva. Una storia, la sua, densa di quella che viene definita in Italia come malasanità, piena di incertezze mediche e di trascuratezze che le sono costate la perdita dell’uso delle gambe fino all’attuale situazione di paraplegia. La Sicari non vuol smettere di lottare: “Tornerò a Milano e a Legnano, forse da lì mi indirizzeranno all’estero ma quello che fin qui mi è successo è assurdo. Le istituzioni? Certo, ho sentito anche il ministro Lorenzin, mi ha detto di chiamare la direttrice sanitaria della regione Toscana, ma qui non si muove nulla”.

 

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Inquietante la quasi assoluta indifferenza del mondo dello sport: “Non ho ricevuto alcuna telefonata da parte della Fidal e quando ho chiamato il Centro Sportivo dell’esercito, per il quale ho corso a piedi nudi anche di notte, mi hanno risposto ”. Il presidente del Coni, almeno lui, ha capito, e si è interessato. Gli avevano garantito la massima assistenza quando sono stata ricoverata a Roma e invece nulla. E lui mortificato mi ha detto: “.Dopo tanti appelli dispersi nel vuoto “mi rimane solo la fede e il mio passato da sportiva. Proprio perché sono stata atleta riesco a reagire. Prima passavo le giornate a piangere, ora ho finito anche le lacrime ma ho ancora voglia di combattere. Lo sport mi ha insegnato tanto, altrimenti mi sarei arresa prima…”.

“Hai fatto ridere sempre tutti ma adesso ci toccherà piangere senza sosta. Non ci posso credere” con questo triste post su Facebook annuncia la morte di un grande comico. Il mondo dello spettacolo in lutto

 

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