Gay, single e super papà adottivo di 4 bimbi disabili, ottiene l’adozione di un quinto


Il 35enne Ben Carpenter è riuscito finalmente nel suo intento e ha ottenuto l’affido di un quinto bimbo, anche lui disabile come gli altri quattro. “Quando ho fatto questa scelta sapevo che era giusto, nove anni dopo ho cinque figli e non cambierei niente” ha spiegato il super papà britannico.



Lo avevamo lasciato alle prese con una nuova domanda di affido presentata alle autorità inglesi per allargare ancora di più la sua famiglia. Ora, a quasi due anni di distanza, Ben Carpenter, un super papà gay e single di 35 anni residente a Shepley, nel West Yorkshire, è riuscito finalmente nel suo intento e ha ottenuto l’affido di un quinto bimbo, anche lui disabile come gli altri quattro. Un avvenimento che Ben ha voluto festeggiare con gli amici e i genitori che da sempre gli danno una mano nel prendersi cura dei piccoli, tutti bisognosi di attenzioni speciali. I suoi figli, l’11enne Jack, Ruby di otto anni, Lily di sei, Joseph di tre, infatti hanno tutti una serie di disabilità più o meno gravi che vanno dall’autismo alla sindrome di Pierre Robin. Una situazione che impegna Ben a tempo pieno nella cura dei piccoli visto che è un padre single ma questo non gli ha impedito di chiedere l’affido anche dell’ultimo arrivato. L’ultimo ad entrare a far parte della famiglia è stato Noah che ha appena un anno ed affetto dalla sindrome di Cornelia de Lange.


“Noah è fantastico e si è adattato perfettamente alla nostra famiglia e, ad essere onesti, è come se fosse stato sempre qui. I suoi nuovi fratelli e sorelle sono carini con lui, Lily in particolare è estremamente materna e mi aiuta anche ad accudirlo” ha rivelato il 35enne. “Avevo 21 anni quando ho capito che volevo diventare padre il prima possibile. Ero giovane ma  ho sempre avuto la testa sulle spalle.


Quando ho fatto la prima domanda ero convinto che anche essendo single non mi avrebbero preso sul serio, ma quando lo hanno fatto mi sono entusiasmato” ha ricordato Ben, aggiungendo: “Dato che in precedenza lavoravo con adulti e bambini disabili, sapevo che era giusto per me adottare un bambino disabile perché sapevo che sarei stato in grado di prendermi cura di loro correttamente. Nove anni dopo ho cinque figli e non cambierei niente”.