“Partigiani parassiti!” E Emanuele Filiberto, il primo maggio, finisce nell’occhio del ciclone. La polemica diventa virale, ecco cosa gli hanno risposto milioni di utenti e la sua reazione…


 

Emanuele Filiberto di Savoia finisce nell’occhio del ciclone proprio nel giorno in cui, primo maggio, si celebra la festa dei lavoratori. Il suo tweet inopportuno è stato subito letto e commentato da milioni di utenti. Ma il principe sostiene che qualcuno è entrato nel suo account per inviare un messaggio contro “i partigiani parassiti” che “con le loro 179 associazioni costano 3 milioni di euro al contribuente”.

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Il tweet è realmente apparso sulla pagina social del principe, non proprio amato dagli ex partigiani che combatterono contro il nazifascismo, ed è stato ripreso con indignazione dall’Associazione Nazionale Partigiani. Poco più tardi, però, Emanuele Filiberto ha cancellato il tweet dichiarando di essere rimasto vittima di un brutto hackeraggio. Bersagliato da decine di messaggi anche ingiuriosi, il principe a un certo punto è nuovamente intervenuto per ricordare il ruolo della nonna “a fianco dei partigiani”. Poi ha esortato i detrattori a studiare meglio la storia. Il consiglio di “studiare” però è servito soltanto a far esplodere ulteriori commenti e ripassi storici, come quello del collettivo Wu Ming che ha inviato a Emanuele Filiberto alcune foto dei re Savoia a braccetto con gerarchi nazisti e le leggi razziali di Mussolini, che furono controfirmate proprio da Vittorio Emanuele III.

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.@efsavoia non è tua bisnonna questa qui a braccetto con Hitler? pic.twitter.com/ZWYd3eyoWW

— Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) 1 maggio 2016

 

In tutta risposta, il giovane Savoia ha inviato un nuovo tweet accusando i commentatori di nutrire dei “preconcetti”. La diatriba storica è ancora viva, dunque, e va avanti a colpi di tweet…

 

 

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