“Quei momenti in cui vuoi proprio smettere di essere una mamma”. La toccante lettera di una donna che sta facendo parlare di sé


Sarah Sandifer vive negli Stati Uniti. È una mamma che tutti i giorni si alza e prova a costruire un futuro migliore per i propri figli. A volte inciampa, altre cade, altra ancora sembra non farcela più, ma puntualmente si rialza per loro. Vi proponiamo in maniera integrale la bellissima lettera che Sarah ha idealmente dedicato a tutte le donne e pubblicato sul suo blog:

 

 

Il sole si sveglia… e anche loro. Uno dopo l’altro. La loro giornata inizia, insieme alla mia. La nostra danza prende il via, che io sia pronta o meno, perché loro hanno bisogno di me. E così passiamo le nostre giornate: cucinare, fare il bucato, portarli a fare ginnastica, cambiare loro i vestiti, accudirli, baciarli sulla bua, assisterli quando piangono, prendersi una pausa, giocare.Quando li sproni dicendo “Provaci ancora” oppure “metti in ordine”. O ancora “Così, devi essere coraggioso” e “Ecco cosa significa essere un buon amico”.

Il senso di solitudine, la monotonia, i respiri profondi, i minuti che passano. Le continue preoccupazioni quando pensi di non essere all’altezza. Quando ti chiedi se puoi davvero crescere tre esseri umani capaci, amorevoli, comprensivi. Perché io vivo cose che gli altri non possono capire. Vivo i momenti in cui perdo la pazienza con la mia bimba di 22 mesi e le dico “Ne ho abbastanza di te”, poco prima di chiudermi in camera per riacquistare la lucidità.

O la volta in cui ho ignorato una richiesta di giocare insieme perché ero davvero troppo stanca. O il giorno in cui ho affidato i miei figli ad un programma televisivo perché dovevo finire un lavoro. O quando ho tarpato le ali alla loro creatività perché non volevo occuparmi del disordine che avrebbero creato.

 

(continua dopo la foto)



Mi domando: sono l’unica mamma che dubita di se stessa? Ci sono altre mamme che, a volte, si sentono un completo fallimento? C’è qualcun altro che in alcuni giorni sente che tutto questo sia troppo, che non può farcela, che si sente come se volesse “mollare”? Perché il punto è questo: essere mamma è difficile. È così. Assorbe ogni parte di te, dal momento in cui ti alzi dal letto al secondo in cui chiudi gli occhi. E perfino le ore notturne devono essere sacrificate per le loro esigenze. Richiede tutta la tua pazienza, il tuo senso di giustizia, la tua comprensione, la tua dolcezza e ancora tanta, tanta pazienza.

Perché l’amore è forte ed essere una mamma è dura. Ma per ognuno di quei momenti, quelli più duri e difficili, ho capito una cosa: continuiamo ad essere delle madri. Ecco cosa c’è di così unico, sacro, difficile e potente nell’essere una mamma. Attraversiamo momenti così intensi che il respiro sembra quasi venire a mancare e, il minuto dopo, siamo spinte fino ai limiti della nostra sanità mentale. Pianifichiamo la giornata di altri 5 esseri umani, destreggiandoci tra piatti e giocattoli, mentre stringiamo il nostro caffè. Ma continuiamo a fare tutto. Anche quando viviamo momenti non proprio meravigliosi. Anche se non ci godiamo ogni secondo. Anche se ci aggrappiamo a un filo, chiedendoci come arriveremo alla fine della giornata. Anche se ci preoccupiamo. Anche quando perdiamo la pazienza. Anche se beviamo un bicchiere di vino alle quattro del pomeriggio. Anche se abbiamo paura. Anche se la nostra casa non è sempre un’oasi di pace. Anche quando non ci sentiamo brave abbastanza. Andiamo avanti perché questi momenti sono difficili, ma basta aspettare un secondo. Fermarsi e cercare di vedere qualcosa che potremmo aver perso: gli abbinamenti improbabili della nostra piccola che ha appena imparato a vestirsi da sola.

Il piccolo di un anno che cerca di fare le capriole e poi ti guarda ridacchiando. Ascoltare le loro vocine mentre cantano l’alfabeto. Lascia che questi momenti ti parlino più forte degli attimi in cui ti senti un fallimento. Lascia che questi momenti ti ricordino che stai facendo un buon lavoro. Perché te la stai cavando alla grande e i tuoi bambini staranno bene. Sul serio. Perché ne vale la pena. Non pensare neanche per un secondo di non essere abbastanza o che il lavoro invisibile che fai alle 3 di notte non conti. Non pensare di essere da meno. Non credere che le giornate piene, le ore passate tra le faccende di casa, i minuti senza sosta da quando ti svegli a quando vai a letto non abbiano uno scopo. Ami i tuoi bambini con tutta te stessa. Stai facendo un buon lavoro. Quello che fai è importante. Il tuo lavoro conta. Tu sei abbastanza. Anche quando hai ancora il trucco di ieri sul viso. Anche quando non hai il pieno controllo. Anche quando tutto questo richiede molto di più di quello che ti resta da dare. Anche quando sei al limite. Non sono i momenti difficili a definirti. Concediti un po’ d’indulgenza. Continua a ricordartelo, continua a respirare. Continua ad amare, baciare, giocare. Vai avanti. La maternità racchiude un po’ tutti questi aspetti.

È difficile, sfiancante, intensa, fruttuosa. È qualcosa di potente e meraviglioso, ma anche noioso e ordinario allo stesso tempo. Fai un bel respiro. Sii indulgente con te stessa, ti assicuro che te la stai cavando bene. Non mollare.

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