Quell’ultima firma sul libretto universitario era il passo verso la laurea e lei, 22enne studentessa modello, aveva solo voglia di festeggiare


 

Gli esami che finiscono, l’estate, gli amici, il sole e la vogli di trasgredire. Quell’ultima firma messa sul suo libretto universitario significava laurea a un passo e lei, Joana, 22 anni studentessa modello di matematica all’università di Sheffield i voleva solo una cosa: festeggiare e divertirsi. Qualche cocktail, la musica e una pasticca di MDMA, una droga sintetica particolarmente potente, per sentirsi trasgressiva. Solo che qualcosa va storto. Dopo aver assunto la droga si è sentita male, a nulla è valsa la corsa in ospedale perché Joana Burns è morta poco dopo davanti agli occhi degli amici. I ragazzi che erano con lei sono sconvolti, così come il suo fidanzato e i familiari. Secondo quanto riporta Metro, la stessa famiglia ha chiesto che al posto dei fiori per il funerale fossero donati soldi che verranno investiti in un progetto di sensibilizzazione contro l’uso di droghe nelle università, perchè quello che è accaduto alla 22enne non succeda più. Una storia che ricorda molto da vicino quella di Lamberto Lucaccioni, morto nel 2015 a 17 anni all’ospedale di Riccione dopo essersi sentito male nella discoteca Cocoricò. (Continua dopo la foto)







Il ragazzo era in vacanza a Pinarella di Cervia (Ravenna) con altri due amici di 17 anni. Alloggiava con i genitori di uno dei due compagni in un appartamento per le ferie. Il ragazzo si era sentito male in pista mentre ballava davanti agli occhi dei suoi due amici che subito lo hanno aiutato a uscire dal locale. I genitori del ragazzo furono avvertiti mentre si trovavano a casa. Immediatamente i militari raccolsero le testimonianze degli amici del minorenne per capire anche dove si fosse procurato la droga e dove l’avesse consumata. Gli esami tossicologici chiarirono che a essere letale fu una dose di mdma. Al centro della polemica finì la discoteca. (Continua dopo le foto)




 


 

 

«Per anni – commentò ironicamente il disc jockey più “storico” del Cocoricò, Claudio Coccoluto – siamo stati i maggiori fornitori di clienti a San Patrignano: c’è stato un momento in cui la trasgressione veniva comunicata come un super divertimento. “Lo sballo del sabato sera”: già che lo chiami così, lo stai incoraggiando e legittimando. Non mi è stato mai bene questo atteggiamento, mi sono battuto per far capire che tutta la droga del mondo non vale un milligrammo di endorfina prodotta dal piacere di stare bene, ascoltare la musica». Una linea di condotta confermata e sottolineata dal patron del locale, Fabrizio De Meis: «il divertimento sano e sicuro eleva il lavoro svolto in questi anni dal Cocoricò sia dal punto di vista artistico, sia della sicurezza e del contrasto dell’ eccesso e dello sballo». Che però non evitò alla discoteca la chiusura, e un mare di polemiche.

“Allora è morto invano…”, dicono tutti. A un anno dalla tragedia del 16enne Lamberto Lucaccioni, è di nuovo allarme ecstasy in Italia. Cosa sta succedendo. E proprio lì…

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it