“Moriranno 70 milioni di bambini prima di cimpiere 5 anni”. Notizia più devastante non c’è: la previsione Unicef fa gelare il sangue nelle vene. Le ragioni (concrete) dell’allarme choc e cosa possiamo fare


 

“Rischiamo di perdere 70 milioni di vite entro il 2030”. Numeri agghiaccianti quelli dell’ultimo rapporto Unicef pubblicato nei giorni scorsi. Colpa delle precarie condizioni igienico sanitarie in cui tanti bambini sono costretti a vivere nei primi anni di vita in alcuni paesi. Un appello alla solidarietà per l’acquisto di macchine e prodotti disinfettanti (si calcola che ogni dollaro speso possa salvare la vita a 3 bambini) che segue a stretto giro quello di pochi giorni fa in cui l’associazione affermava come le vite di milioni di bambini sono appese ad un filo nel nord-est della Nigeria, in Somalia, nel Sud Sudan e nello Yemen. L’allarme viene lanciato dall’Unicef secondo la quale “la buona notizia della fine delle condizioni di carestia in Sud Sudan, questa settimana, non deve distogliere l’attenzione dalle gravi condizioni di insicurezza alimentare che continuano a mettere a rischio le vite di milioni di bambini”. L’Unicef ha bisogno di “251 milioni di dollari per garantire ai bambini in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen cibo, acqua, cure mediche, istruzione e protezione fino alla fine dell’anno”. (Continua dopo la foto)



“Non c’è tempo per compiacersi – dice Manuel Fontaine, direttore dell’Unicef per i programmi di emergenza -. Anche se la carestia è stata arrestata in Sud Sudan, le vite di milioni di bambini sono ancora appese a un filo. La crisi non è ancora finita e dobbiamo continuare a incrementare i nostri interventi di risposta e a insistere per un accesso umanitario senza restrizioni, altrimenti i progressi fatti potrebbero rapidamente andare perduti”. In tutti e 4 i Paesi la situazione continua a causare grande preoccupazione e “il numero di bambini a rischio imminente di morte è ancora allarmante”, osserva l’ Unicef. “Nel nord-est della Nigeria – fa sapere Unicef – le violenze di Boko Haram continuano a causare sfollamenti della popolazione di massa”. (Continua dopo le foto)


 


 

Poi riprende: “Limitano le attività economiche e restringono i normali mezzi di sostentamento. Circa 5,2 milioni di persone sono ancora esposte a un rischio grave di insicurezza alimentare e quest’anno 450.000 bambini potrebbero soffrire di malnutrizione acuta grave. L’inizio della stagione delle piogge complicherà ulteriormente le operazioni di risposta umanitaria, perché il deterioramento delle strade e le inondazioni renderanno le popolazioni più difficili da raggiungere e aumenteranno il rischio di malattie trasmissibili attraverso l’acqua”. “In Somalia, una fragile popolazione, già colpita da decenni di conflitto, è stata ulteriormente esposta a prolungate condizioni di siccità. Si stima che nel 2017 fino a 275.000 bambini saranno colpiti da malnutrizione acuta grave e avranno una probabilità 9 volte maggiore di morire per malattie killer come colera, diarrea acquosa acuta e morbillo, che si stanno diffondendo nel Paese. In Sud Sudan – sottolinea ancora l’Unicef – il numero di persone costrette a cercare cibo sufficiente ogni giorno è arrivato a 6 milioni, il livello più alto di insicurezza alimentare mai registrato nel paese. Quest’anno, circa 276.000 bambini potrebbero risultare gravemente malnutriti, con bisogno immediato di aiuti salva vita”. E ancora, “in Yemen, dove si stima che circa 400.000 bambini siano gravemente malnutriti, un’epidemia di colera senza precedenti, con oltre 175.000 casi sospetti e oltre 1.000 morti fino ad oggi, ha reso più complicate le operazioni umanitarie di risposta in corso. Alcuni dei bambini che si sono ammalati o che sono morti per colera – spiega l’Unicef – già soffrivano di malnutrizione, che ha indebolito il loro sistema immunitario. Il sistema sanitario è quasi al collasso, gli ospedali e i centri per le cure sono in difficoltà e le medicine e le forniture mediche stanno finendo rapidamente”.

“Bene bambini, prendete un foglio e disegnate una chiesa”. E lui, 6 anni, non ci pensa due volte. Certo è che il disegno non è quello che tutti si aspettavano e fa il giro della rete. Fortissimo, vero?