”Seguitemi su Instagram”. Amanda Knox rende pubblico l’account e ‘debutta’ sui social. L’avevamo lasciata circondata dagli agenti di polizia. Ma adesso, a due anni dall’assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher, si mostra a tutti così: le foto


 

Amanda Knox, l’ex studentessa americana nota per il suo coinvolgimento nel processo per la morte di Meredith Kercher, sua coinquilina ai tempi dell’università a Perugia, ha sbloccato il suo profilo Instagram, rivelando al pubblico alcuni scatti che la ritraggono. Scatti che, ovviamente, non sono passati inosservati. Amanda si mostra in una veste molto particolare: nei panni di Cappuccetto rosso insieme al fidanzato che interpreta il lupo cattivo. Le fotografie sono state scattate i primi di giugno 2017, quando la ragazza si trovava in vacanza nella Foresta Nera, in Germania. Scatti di vita quotidiana, quasi sempre in compagnia del fidanzato Christopher Robinson. L’8 giugno Amanda pubblica alcune istantanee scattate a Roma, poi ci sono le foto insieme al gatto, i lucchetti dell’amore a Parigi, il barbecue in Canada, e il pranzo a Seattle, città dov’è nata e dove vive ancora. È stata proprio la Knox ad annunciare lo sblocco del suo profilo Instagram via Twitter, destando molto clamore: “Cosa sta succedendo? – ha scritto – Beh, ho reso il mio Instagram pubblico, dateci un’occhiata”. E i follower non si sono fatti attendere, complice la fama “noir” della statunitense. E così è iniziato il via vai di migliaia di persone sul sui profilo social. La vicenda giudiziaria sull’omicidio Kercher è durata otto anni. Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono arrestati a Perugia dalla polizia il 6 novembre del 2007, cinque giorni dopo l’omicidio. (Continua a leggere dopo la foto)



Vengono condannati in primo grado e assolti in appello nell’ottobre del 2011, i giudici dispongono la loro scarcerazione. Quella sentenza fu poi però annullata dalla Cassazione, era il 26 marzo del 2013, che per questioni procedurali rimise gli atti ai giudici fiorentini. Quindi la nuova condanna: ventotto anni e sei mesi alla Knox, venticinque anni a Sollecito per il quale viene disposto anche il divieto di espatrio.  Il 27 marzo 2015 la quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, presieduta dal consigliere Gennaro Marasca, annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli per non aver commesso il fatto, affermando la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini, e ponendo così fine al caso giudiziario. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Last day at the #INConf2017

Un post condiviso da Amanda Knox (@amamaknox) in data:

 

Per l’omicidio della studentessa inglese, l’unico condannato (per “omicidio in concorso”, con pena detentiva di 16 anni) è l’ivoriano Rudy Guede. Amanda Knox è tornata nella sua Seattle e ha ripreso la sua vita e le sue passioni: è una giornalista freelance e ha scritto un libro sulla sua detenzione in Italia (conclusa nel 2011), e la sua biografia è oggetto di documentari e dibattiti. Meredith Kercher è stata assassinata la sera del 1º novembre 2007 nell’appartamento che condivideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, quella notte assenti. Dal primo esame dell’autopsia, il patologo Luca Lalli stabilì che la morte era “intervenuta a distanza di non più di 2-3 ore dall’ultimo pasto”, a causa dell’emorragia carotidea o del successivo soffocamento causato dal sangue, il tutto in seguito a circa 47 coltellate subite.

Amanda Knox, si parla ancora di lei, del suo “ritorno”. Ecco dove (e come) la rivedremo. E, intanto, anche negli Usa stanno cambiando opinione sulla sua posizione nell’omicidio di Meredith Kercher. Cosa sta succedendo