Venerdì 13! Ma perché è considerato un giorno sfortunato? Ecco spiegate le origini della superstizione e, non lo avreste mai detto, i vantaggi che può portare questa giornata “strana”


Tutti i superstiziosi devono sapere che questo caso è inevitabile. Di venerdì 13 (o 17 a seconda della giornata sventurata che più si teme) ce ne saranno sempre. Secondo matematica e calendario almeno uno all’anno, due se l’anno ha il primo di gennaio di domenica, come in questo 2017, che si inaugura con un venerdì 13 nel primo mese dell’anno e uno in ottobre. In mezzo ci sono anche dei 17 in febbraio, marzo e novembre. Le origini della superstizione sul venerdì 13, in particolare nei paesi anglosassoni, hanno origini varie e lontane. Il 13esimo all’Ultima cena è il traditore Giuda (e anche da noi 13 persone a tavola non porta bene), e ancora nella mitologia scandinava il 13esimo semidio è il cattivo Loki, il fratellastro di Thor, che arriva non invitato al convivio degli dei. Venire dopo il 12, numero sacro per assiri e babilonesi, lo ha fatto da sempre considerare un porta sfortuna. Sono 13 i mesi lunari legati all’universo femminile. Il Venerdì è poi il giorno della morte di Gesù secondo i Vangeli. (Continua a leggere dopo la foto) 







Si chiama triscaidecafobia la paura immotivata del numero 13, parascevedecatriafobia quella di venerdì 13. Ci sono molti fatti storici avvenuti tutti di venerdì 13, anche se ovviamente sono tutte casualità. Era un venerdì 13 anche quello i cui Filippo il Bello, re di Francia, ordinò l’arresto dei Cavalieri Templari. Sempre nella stessa data, era il mese di settembre 1940 quando i nazisti bombardarono Buckingham Palace. Un ciclone colpì il Bangladesh il 13 novembre del 1970 ed era un venerdì, come il 13 ottobre del 1989, uno dei giorni più neri delle Borse.

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Anche il 13 novembre del 2015 a Parigi, il giorno del Bataclan, era un venerdì. Se però non ci si lascia convincere da miti e superstizioni, un venerdì 13 può portare innumerevoli vantaggi. Economici prima di tutto, infatti le cose fatte nelle giornate in cui nessuno si vuole esporre ai rischi della sorte costano meno. Maggiore è l’offerta, minori sono i prezzi e questo vale per i viaggi come per i matrimoni. Se c’è poi chi non esce di casa, il traffico ovviamente diminuisce e con questo il rischio di incidenti.

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