“La prima Luna storta” è il nuovo libro di Giovanni B.Algieri


Domenica 19 gennaio alle ore 19 presso il foyer del Teatro Eliseo di Roma scatta la data romana di prestigio per Giovanni B.Algieri, giovane regista cosentino, prima dell’appuntamento all’Ostello Bello a Milano. Accompagnati dall’energia di Martina Martorano – speaker radiofonica, redattrice di Propaganda Live e direttrice artistica del Lanificio – il pubblico sarà guidato in una serata alla scoperta della giovane letteratura italiana, un appuntamento di contaminazioni tra reading, musica e parole.

Accanto all’autore del libro, che ha già raccolto l’interesse della critica di settore, le letture delle vicende dolci, amare e inaspettate vissute dai protagonisti de’ “La prima luna storta” saranno affidate a due attori cinematografici: Andrea Venditti, già al cinema per la direzione di Massimiliano Bruno (“Non ci resta che il crimine”, 2018) e Camilla Bianchini, reduce dall’anteprima nazionale al Festival di Torino del film “Letto n.6”, regia di Milena Cocozza, prodotto dai Manetti Bros – insieme ad un ospite speciale che verrà svelato durante la serata e costituirà una grande sorpresa per questo evento.




Giovanni B.Algieri con Scarda a Cosenza

“La presentazione di Roma al Teatro Eliseo è una grande occasione per dare vita ai personaggi del romanzo anche grazie agli attori, agli ospiti e ai cantautori che con le loro performance proporranno un’esperienza intensa, profonda e completa”, spiega Giovanni B.Algieri: “Quel che voglio trasmettere ai miei amici e al mio pubblico è prima di tutto un formato che in Italia è ancora considerato letteratura minore, quello del racconto. Nel nord Europa e in America c’è invece una grande considerazione, da sempre, per la formula breve, che in Italia purtroppo fatica a decollare. Ma se noi italiani siamo riusciti ad accettare benevolmente, nel nostro immaginario cinematografico, la dimensione delle serie TV, sono fiducioso che prima o poi anche per la letteratura italiana la formula del racconto possa diventare un nuovo stile di vita e di quotidianità”, continua Giovanni Algieri.






“La serialità”, spiega l’autore, “è un concetto vincente, dal punto di vista della narrativa e dal punto di vista della fruizione pubblica. Uno stile adatto per raccontare storie appassionanti, che in fondo è quel che mi è sempre piaciuto fare: leggere e scrivere cercando di mantenere un piede nel mondo reale e vivere più esperienze possibile, altrimenti si finisce per raccontare storie mai vissute”.

La prima luna storta – il libro

“Avere la luna storta” non è una colpa, di certo è una sfida alla quale non si sfugge. Lo sanno bene i protagonisti dei racconti presenti in questo volume, storie di vite ordinarie che impattano sui loro destini, a volte dolci, a volte amari. Si comincia con le difficoltà di comunicare in un agguerrito clima familiare-natalizio (Vediamo chi è più povero), si passa per la storia di un bambino che tenta misteriosamente di annegare a tutti i costi (La prima luna storta) e il clamoroso hangover di tre disoccupati (Spiegare una situazione inspiegabile a una persona improbabile), fino a toccare il tema delle delusioni sentimentali (Punto e a capo; La felicità bussa tre volte; Girare il mondo non ti salverà) e le inevitabili, disastrose conseguenze che esse comportano. In Colpi di sfortuna, però, l’amore riappare in una componente imprevedibile, mischiandosi al magico mondo del cinema, dove il soprannaturale spunta lieve, come se l’intangibile facesse necessariamente parte, nostro malgrado, delle vite di ognuno di noi. I personaggi di Algieri, infatti, riescono sempre, in qualche modo, a digerire i propri dispiaceri fino a tramutarli in vera e propria felicità.



Giovanni B. Algieri – l’autore

Nato a Corigliano Calabro nel 1989 e laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli studi di Perugia e in Comunicazione e Cinema presso la Luiss Guido Carli di Roma, Giovanni Algieri si è poi trasferito per diversi anni nel Regno Unito specializzandosi in sceneggiatura presso la UAL – University of the arts of London. Inizia così il suo impegno come regista: “Abiura” è il suo corto più noto, premiato al Barcelona Film Festival e al Los Angeles Film Awards.

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