Avete mai fatto i vostri bisogni in un gabinetto tutto d’oro? “Esperienza unica”, assicurano. Ecco dove potete farlo. Assurdo…


 

L’arte contemporanea, si sa, tende spesso a essere dissacrante a raccontare i nostri tempi con una nota volutamente polemica. Ma in fondo lo spirito dissacrante nell’arte figurativa è sempre stato un must di ogni artista. Ma adesso ala centro delle chiacchiere  c’è un’opera di Maurizio Cattelan: il cesso d’oro installato al Museo Guggenheim di New York.

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Dopo quattro anni di silenzio artistico, l’artista padovano torna sulle scena con una nuova opera provocatoria. Il capolavoro, riferisce il New York Times, “sarà installato in una piccola e umile stanza frequentata dai visitatori del museo per passare un po’ di tempo in solitudine”. E sulle pagine di Sette Francesca Pini commenta l’opera: “Entri nel museo, fai la coda per il bagno, ti chiudi dentro e finalmente sei faccia a faccia – se così si può dire – con l’opera, tu e lei da soli”. E in un dialogo con Cattelan, inevitabilmente il discorso cade sul “gabinetto delle mille e una notte”e lui risponde così:  

“È un momento di spiritualità artistica, a cui non siamo più abituati: avviene sempre più raramente di poter essere lasciati soli con le opere, c’è sempre un occhio che ti controlla. In questo caso invece potrai fruirla liberamente, e in tutte le sue prerogative! Rimarrà in uno dei bagni del museo, perfettamente funzionante, per un anno”. 

E alla domanda se è incuriosito dal boom di Los Angeles, lui replica: “Non sforna continuamente nuove tendenze come New York, torna sulla scena artistica a cicli, e questo è indubbiamente il suo momento, diverse gallerie si stanno muovendo da est a ovest. È una città in cui gli artisti si sentono liberi di prendere rischi, di fallire e di sperimentare: sarà anche per il mare, il sole e il fatto che la maggior preoccupazione sia il glutine e il detox giornaliero”.

Insomma, chi nei prossimi sarà New York e dovesse andare al Guggenheim, nei bagni troverà, accanto a specchio e lavandino, anche l’ultimo capolavoro di Cattelan. Insomma, il senso dell’opera sarà pienamente compiuto solo quando qualcuno siederà sulla tavoletta da 18 carati per rispondere al richiamo della natura.




 

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