Opera addio! Fondazione Arena in liquidazione, così tramonta un simbolo della cultura italiana nel mondo


Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena di Verona ha deciso la messa in liquidazione dell’ente lirico dopo la bocciatura dell’accordo decisa dal referendum di ieri tra i lavoratori che con 132 no e 130 sì hanno respinto il protocollo che era stato siglato dei delegati dei sindacati di categoria della Cgil e della Uil, già sottoscritto in precedenza dalla Cisl.

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Il sindaco e presidente della Fondazione Arena di Verona, Flavio Tosi, all’uscita dalla riunione ha anticipato che la prossima stagione lirica non è a rischio (sebbene non sarà serena l’organizzazione ndr) ma quella che ha definito “decisione sciagurata dei lavoratori comporterà, di conseguenza, l’azzeramento di tutti i posti di lavoro”. A questo punto, ha spiegato Tosi “All’unanimità si è stabilito di chiedere al ministero che venga posta in liquidazione coatta amministrativa la Fondazione Arena”. 

Un drammatico epilogo, con quasi nessun precedente in Italia, che è arrivato dopo l’inaspettato esito del referendum che con 132 voti contro 130 ha bocciato le intese sottoscritte dai Sindacati dei lavoratori, Cisl prima e Cgil e Uil in seguito. Alla domanda dei giornalisti, se la figura di un Commissario poteva scongiurare questa decisione, Tosi ha risposto “Se arrivasse un Commissario si troverebbe nel rischio di dover di nuovo contrattare, trovandosi a giugno con gli scioperi che vuol dire non fare la stagione”.

“Viste le tensioni sindacali e la conflittualità in atto – ha aggiunto Tosi – non c’è la garanzia che si possa tenere serenamente una stagiona lirica estiva né che si ottenga il pareggio di bilancio poiché il voto dei lavoratori è costato l’impossibilità di aderire alla legge Bray». Il sindaco, che la prossima settimana andrà a colloquio con il ministro Franceschini, ha assicurato che il Comune “è in grado di organizzare in proprio la stagione lirica”.

 

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