La Monna Lisa di Leonardo? Aveva sicuramente problemi di salute. Ecco quali


Quando si parla della Monna Lisa, detta anche Gioconda, il dibattito si fa sempre ‘infuocato’. Se tra italiani e francesi non scorre poi buon sangue forse è colpa di questo ‘furto’ (se così si può chiamare, ndr.). L’opera iconica ed enigmatica della pittura mondiale, il ritratto più celebre della storia nonché di una delle opere d’arte più note in assoluto, è esposto al Louvre a Parigi anziché in Italia. Il sorriso impercettibile del soggetto, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, letteratura, opere di immaginazione e persino studi psicoanalitici; sfuggente, ironica e sensuale, la Monna Lisa è stata di volta in volta amata e idolatrata ma anche derisa o aggredita. Nel 2004 un team di reumatologi ed endocrinologi avevano diagnosticato alla Gioconda uno Xantelasma – indicato dalle lesioni cutanee sulla palpebra superiore sinistra – e un lipoma sottocutaneo alla mano destra, segnalato dal rigonfiamento del dorso. Si era ipotizzato che la donna soffrisse di una iperlipidemia familiare – un disturbo genetico del metabolismo, con relativo aumento della concentrazione di colesterolo e trigliceridi nel sangue – che avrebbe causato una forma prematura di aterosclerosi. Per spiegare invece quel sorriso appena accennato si era fatto ricorso alla paralisi di Bell. Ma adesso c’è chi è pronto a scommettere che la Monna Lisa fosse malata e soffrisse di una malattia in particolare. (Continua a leggere dopo la foto)







Qual è il mistero che si nasconde dietro la Monna Lisa di Leonardo? Secondo Mandeep R. Mehra, docente della Harvard Medical School, la Gioconda raffigurata soffriva di problemi alla tiroide, nello specifico di ipotiroidismo. Lisa Gherardini, la donna raffigurata nel quadro più famoso del mondo, soffriva di una forma di tiroidismo periparto: il ritratto, del resto, è stato commissionato pochi mesi dopo il parto della moglie di Francesco del Giocondo. Questa forma di tiroidismo, secondo la ricercatrice, sarebbe stata accentuata dalle condizioni di vita e dalle abitudini alimentari diffuse nel nostro Paese nel Rinascimento. La dieta degli italiani, e dei fiorentini in particolare, era povera di iodio: si basava su cereali, radici e verdure, con poca carne e pesce quasi assente nei centri che non si affacciavano sul mare.  (Continua a leggere dopo la foto)






Ma come è giunta la ricercatrice a questa conclusione? Il colore giallognolo della pelle che si nota nel dipinto di Leonardo è un tratto correlato all’ipotiroidismo, perché l’organismo non riesce più a convertire il beta-carotene in vitamina A e l’eccesso si deposita nello strato più superficiale della pelle. I capelli diradati sulla fronte e l’assenza di sopracciglia confermerebbero questa diagnosi. “Uno sguardo ravvicinato al collo suggerisce inoltre la possibile presenza di diffuso rigonfiamento, simile a un bozzo”. Non è la prima volta che quest’ultimo dettaglio viene fuori:  Keele nel 1959, aveva parlato di collo gonfio, mentre uno studio recente del Policlinico Umberto I di Roma, coordinato da Vincenzo Sterpetti, aveva segnalato la presenza significativa nell’arte rinascimentale italiana di soggetti con il rigonfiamento della tiroide, che dimostrava anche l’incidenza della patologia in quell’epoca. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“La nostra teoria unitaria è comunque plausibile quanto le spiegazioni multiple fornite negli anni. Noi crediamo che l’enigma della Monna Lisa possa essere risolto con una semplice diagnosi medica di ipotiroidismo – concludono i ricercatori – In vari modi, è il fascino delle imperfezioni della malattia che dà a questo capolavoro il suo misterioso realismo e lo charme”.

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