“È stato un genio”. Lutto nel mondo della cultura. Se ne è andato uno dei più grandi scrittori di sempre


 

Era diventato influente e famosissimo in tutto il mondo nel 1987 con il romanzo “Il falò delle vanità” (pubblicato in Italia da Mondadori), ma già allora aveva scritto molti articoli e pubblicato diversi apprezzati lavori di non fiction. Successivamente fu molte altre cose, tra cui critico d’arte e scrittore di romanzi. Era stato uno dei principali esponenti del cosiddetto “New Journalism”, cioè quella tendenza – a cui lui stesso aveva dato nome – a usare stili ed espedienti narrativi propri della letteratura nella scrittura giornalistica, scrivendo articoli molto lunghi che venivano pubblicati più sulle riviste che sui quotidiani. Tom Wolfe, famoso scrittore e giornalista statunitense, è morto a New York, dove era ricoverato in un ospedale di Manhattan. Aveva 87 anni. Il suo nome completo era Thomas Kennerly Wolfe Jr. Un’altra sua espressione oggi di uso comune – per quanto spesso molto fraintesa – è “radical chic”, con cui Wolfe definì le persone che ostentavano idee politiche di estrema sinistra pur conducendo una vita agiata, e quindi non perché credevano veramente in una certa ideologia ma per migliorare il loro status e mostrarsi impegnati. (Continua a leggere dopo la foto)







Wolfe utilizzò questa espressione nel giugno del 1970 in un lunghissimo articolo intitolato “Radical Chic, That Party at Lenny’s” e pubblicato dal New York Magazine. Wolfe fece un resoconto del ricevimento che qualche mese prima Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d’orchestra Leonard, aveva organizzato per raccogliere fondi a sostegno del gruppo rivoluzionario delle “Pantere nere”. La festa si era svolta a casa dei Bernstein, in un attico su Park Avenue, a Manhattan. Erano presenti molte personalità che provenivano dal mondo della cultura e dello spettacolo newyorchese e i camerieri in livrea (camerieri bianchi per non offendere gli ospiti afroamericani) servivano tartine al Roquefort. (Continua a leggere dopo le foto)






 



 

Un’altra espressione coniata da Wolfe e molto fortunata negli Stati Uniti fu “The ‘Me’ Decade” in riferimento agli anni Settanta, descritti come epoca di crescente individualismo e allontanamento dal comunitarismo degli anni Sessanta. Lo stesso vale per “The right stuff”, titolo di uno dei libri più famosi di Wolfe, che racconta le storie e soprattutto le motivazioni dei primi piloti scelti dalla NASA per partecipare a missioni nello Spazio.

 

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