“È morto, ci mancherà”. Italia, addio a un grande ‘personaggio’. Un lutto che lascia un grandissimo vuoto: “Era una persona creativa, saggia e pulita”


 

”Era una bella persona, saggia, sincera, positiva, lontana dalle tensioni che troppo spesso dominano anche chi ha a che fare con qualcosa di eminentemente spirituale come l’arte”, scrivevano di lui. Performance artist, scultore e architetto giapponese, tra i più noti a livello internazionale, è morto all’età di 78 anni, in seguito ad una lunga malattia, Hidetoshi Nagasawa (Tonei, 1940). Alla fine degli anni Sessanta, Nagasawa si è stabilito a Milano, sua città di adozione, e qui ha trascorso quasi tutta la sua vita. Nato nel 1940 in un piccolo villaggio della Manciuria, dove il padre prestava servizio come ufficiale medico dell’esercito imperiale. Dopo aver studiato a Tokyo progettazione d’interni, aveva cominciato a conoscere le tendenze artistiche d’avanguardia, venendo anche a contatto col gruppo Gutaj. Rocambolesco il suo arrivo in Italia, a conclusione di un suo lunghissimo viaggio in bicicletta che spesso raccontava agli amici: e che si concluse a Milano nel 1967. Vive nella Sesto S. Giovanni operaia, dove i fermenti politici che preparano il ’68 si intrecciano con l’attività creativa di giovani artisti come Castellani, Fabio, Nigro e Trotta, con i quali Nagasawa stringe un sodalizio intellettuale e artistico, destinato a restare saldo nel tempo. (Continua a leggere dopo la foto)



Nel 1969 inaugura la sua prima mostra alla Galleria Sincron di Brescia. La produzione di questo periodo è legata al concettualismo: giochi verbali incisi su lastre metalliche, ”azioni” nella campagna lombarda e video. Dal 1972 si dedica alla scultura, realizzando opere impegnative con l’uso di materiali quali l’oro, il marmo e il bronzo. Il giardino diventa elemento preponderante negli anni novanta: partendo dai giardini zen della tradizione giapponese gli esiti ottenuti sono ibridi nati da una continua elaborazione e riflessione personale, in cui i temi al centro della ricerca e della creazione di “luoghi” sono il recinto e il passaggio. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Il giardino non è un semplice elemento paesaggistico o architettonico, ma un vero e proprio organismo vivente che vive di un rapporto osmotico col resto del paesaggio e con l’ambiente urbano preesistenti. Nagasawa ha preso parte a varie edizioni della Biennale di Venezia e nel 1992 ha partecipato a Documenta Kassel. È stato tra i fondatori della Casa degli artisti, che ebbe un ruolo decisivo nella scena artistica milanese e a cui presero parte, oltre a Nagasawa, anche Luciano Fabro e la critica d’arte Jole De Sanna.

“Mio figlio è morto, voglio dirvelo io”. Lutto devastante per il campione. Aveva solo 5 anni il suo bambino. L’annuncio straziante e subito il cordoglio sui social: “Ciao campione…”