Addio Franz Wright, una vita tormentata ma onorata dal Premio Pulitzer


 

Lo scrittore statunitense Franz Wright, Premio Pulitzer per la poesia, è morto nella sua casa di Waltham, nel Massachusetts, all’età di 62 anni. Il decesso è avvenuto per le complicazioni di un tumore ai polmoni, ha precisato la sua casa editrice Alfred A. Knopf. La produzione poetica di Wright ha illuminato il suo passaggio da una costante disperazione, segnata dalla malattia mentale e dall’abuso di sostanze, a una trascendenza religiosa, segnata dalla conversione al cattolicesimo, fissata da lui in un giorno ben preciso, il 13 settembre 1999, quando si fece ricoverare per smettere forzatamente di bere e drogarsi.

Wright ha vinto il Pulitzer nel 2004 per la raccolta di poesie “Walking to Martha’s Vineyard”, in cui esplora, in forma drammatica, la sua lotta labirintica per uscire dall’alcolismo, dalla tossicodipendenza e da uno stato di depressione maniacale. La nuova energia poetica riconquistata dopo la disintossicazione si è manifestata nei volumi “God’s Silence” (2006), “Wheeling Motel” (2009), “Kindertotenwald” (2011) e “F” (2013). Il suo linguaggio poetico è spesso frammentato, una ricerca stilistica voluta per rendere la fragilità e l’atomizzazione della condizione umana.

Franz Wright era il figlio del celebre poeta James Wright, vincitore del Premio Pulitzer nel 1972. I Wright sono l’unica coppia di padre e figlio che abbia mai vinto il Pulitzer.

Suo padre abbandonò la famiglia quando Franz aveva 8 anni e quel trauma segnò per sempre l’immaginazione del futuro poeta, oltre che la sua esistenza. Come il padre, anche Franz Wright lottò con l’alcolismo e per ben cinque volte fu ricoverato in ospedale per overdose e crisi depressive.

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