Dopo duemila anni rivede la luce. Splendore assoluto, una scoperta di una bellezza sconvolgente. Una dea torna in tutta la sua imponenza a far vedere al mondo la grandezza di un popolo, quello romano


 

Rivede la luce dopo duemila anni. Un ritrovamento archeologico di valore inestimabile. È riemersa in tutta la sua bellezza dal sottosuolo di Terracina, una statua di Diana Cacciatrice, oltre a essere affiorati impianti termali che risalgono all’età romana. Beni archeologici di notevole pregio, scoperti praticamente per caso, durante alcuni scavi per lavori di posizionamento dei serbatoi necessari a un’area di servizio dell’Agip in via Roma, la principale strada cittadina. Terracina è un noto centro balneare nel Lazio e una città che in epoca romana ha acquisito una certa importanza, grazie all’apertura della via Appia. Proprio per questo è ricca di testimonianze del passato. Basti pensare che nella stessa area dove sono in corso oggi gli scavi, nel 2000 era stata trovata un’altra statua, stavolta di Giove Anxur. Pure in quel caso non un ritrovamento isolato. La statua si trovava all’interno di quello che era apparso come un frigidarium, ovvero, vasca termale di acqua fredda. Adesso la statua di Diana Cacciatrice. Della quale nel giro di poco è stata ritrovata anche la testa. (Continua a leggere dopo la foto)






 

Di quella che è la dea della caccia, ma anche la signora delle selve, protettrice delle donne e custode delle fonti e dei torrenti. A lei, nel corso degli anni si sono ispirati diversi artisti. A quanto gli esperti hanno potuto accertate a un primo sommario riscontro, pare che la statua si trovasse nella vasca calda dell’impianto, il caldarium, e dovrebbe risalire al primo o secondo secolo dopo Cristo. (Continua a leggere dopo le foto)






 



 

 La zona è anche particolarmente ricca di pavimentazioni, strutture e iscrizioni dell’età imperiale, su cui la Soprintendenza sta mettendo particolare attenzione. Da diverso tempo inoltre la stessa amministrazione comunale terracinese sta cercando di valorizzare il patrimonio archeologico romano. Un impegno che adesso si rafforza e ora rafforzato dalla scoperta di Diana.

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