Aglio, olio e peperoncino: ci si arrangia (e si sbaglia)

È capitato a tutti, almeno una volta, di ritrovarsi in casa affamati e con frigo e dispensa vuoti. Quasi una costante per studenti squattrinati e uomini pigri. Gli spaghetti con aglio, olio e peperoncino sono una costante della cucina italiana, una parte della sua tradizione. Per semplicità ed economicità. Spesso si ascoltano storie di ragazzi che di ritorno da una nottata in discoteca buttano giù un piatto di spaghetti. Un pacco di pasta, del resto, è l’unica cosa che un italiano ha sempre in casa, a Torino come a Ragusa. Non c’è scampo. Ma è un piatto così facile da preparare? Diciamo che chiunque lo abbia inventato (non si sa, ma poco importa) non si è sprecato né negli ingredienti né nella “messa in opera” dell’idea.
Rivediamolo insieme. Mettete a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e nel frattempo fate scaldare l’olio in una padella. Quando sarà caldo aggiungete l’aglio schiacciato, il peperoncino privato dei semi interni e tritato, poi mescolate il tutto per qualche minuto a fuoco dolce, finché l’aglio non si sarà imbiondito (non bruciato!) e infine spegnete il fuoco. Scolate per bene gli spaghetti quando sono al dente (eviterete di mangiare silicone) e saltateli per trenta secondi nella padella con l’olio e il peperoncino e mescolate bene per rendere il tutto omogeneo. Ecco il punto: gli spaghetti non devono nuotare nell’olio, né essere asciutti. Qualcuno ci aggiunge un po’ di prezzemolo tritato, più per estetica che gusto. Se il piatto è riuscito ve ne accorgete dalla “semplice armonia” tra gli ingredienti. È da mangiare ben caldo, evitate monoblocchi freddi o tiepidi. Siete italiani.