Buona educazione, i dieci comandamenti per chi usa Whatsapp


Lo scrittore e conduttore radiofonico Luca Bianchini ha registrato la rivoluzione di costume dettata dalla messaggistica di Whatsapp. Su Vanity Fair ha così dettato un decalogo dei buoni comportamenti per utilizzare al meglio uno strumento che sembra simili agli sms ma che, invece, ha spostato in avanti il confine della comunicazione interpersonale. 



1) Evitare di andare a controllare l’ultimo accesso della persona che ci interessa (in senso lato). La cosa che ci rende più meschini è farlo per vedere se ha letto il nostro messaggio (e se ha fatto tardi la sera). 
2) Non essere invadenti e appiccicosi. Detesto quelli che scrivono: “Ah, vedo che sei online!” perché è un’invasione della privacy. Ed evitate, dopo un’ora, di scrivere “perché non mi rispondi?”
3) Se la persona a cui scrivete è importante per voi, o non avete abbastanza confidenza, rileggete attentamente il messaggio. Non c’è niente di peggio della sciatteria ortografica quando il messaggio è un po’ formale.
4) Per le cose di lavoro, usate gli sms e non whatsapp. È più neutro e più personale, meno scherzoso.
5) Rileggete stando attenti al T9. Evitate di mandare “Non sto arrivando” al posto di “Non sa”.
6) Adeguatevi all’interlocutore. Se usa gli emoticon come se piovesse, usateli anche voi, ma senza esagerare (esagerate solo quando ne vale veramente la pena).
7) Non flirtate con chi non vuole flirtare.
8) Non sentitevi in colpa se “lasciate ed eliminate il gruppo” che non vi interessa. Se pare brutto, disattivate la sua suoneria.
9) Se non conoscete la persona toppo bene, non approfittatene bombardandola di domande. Piuttosto fate una telefonata.
10) Scegliete una bella foto e una bella frase perché verrà vivisezionata da tutti i vostri nuovi contatti.