Valeria Marini senza freni: stavolta le ha dette veramente tutte, dalle origini a Cecchi Gori. Così non l’avete mai vista. E poi la rivelazione su Sanremo


 

Valeria Marini, intervistata da Vanity Fair, parla a tutto tondo e non si preoccupa del domani. Tra cinque mesi compirà 50 anni, ma ha deciso di far finta di niente: “Perché? Li dimostro? La gente me ne dà dieci, a volte persino 15 di meno. Io ho la fortuna della genetica, ma ognuno ha l’età che si sente e le stelle comunque un’età non ce l’hanno”. Lo slogan, dice, “l’ho coniato per Sophia Loren, il mio mito, il mio vero punto di riferimento insieme a mia madre”. Da un celebre spot per un’azienda petrolifera, molto prima di fratelli più o meno grandi, Valeria Virginia Laura prese il carburante per arrivare fino a oggi. Su sfondo blu, in minigonna cortissima e con un orsetto in mano, ammiccava languida agli automobilisti: “Vieni a prendermi alla Ip”. Con quello spot si fece conoscere. “Prima di quella pubblicità portai a teatro un testo di Neil Simon con Mario Scaccia. Interpretavo una cameriera un po’ svampita. L’oca giuliva è un cliché che mi è rimasto attaccato per anni. Ho provato a scrollarmelo di dosso, ma non è stato semplice. Erano tutti a chiedersi: ‘Ma Valeria ci fa o ci è?'”. (Continua a leggere dopo la foto)



E ora che risposta possiamo darci? “Per me parla la mia carriera. Quello che hanno scritto di me persone come Lina Sotis o Francesco Alberoni: “Valeria, sei come Totò, resisti, prima o poi ti riconosceranno ciò che vali”. Per il riscontro popolare si può accettare qualsiasi compromesso? “Il parere del pubblico è importante, io sono un’attrice del popolo. Sono più popolare oggi di 20 anni fa. Hanno fatto un sondaggio: sono al 98-99 per cento di popolarità. A iniziare da quella di un lontano L’Espresso, ho fatto più di duemila copertine. Dal bambino al vecchio, tutti sanno chi sono”.

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Con Cecchi Gori si sente ancora? “Ogni tanto ci telefoniamo. Gli voglio bene, mi ha sempre fatto tenerezza e ho sempre sofferto per quell’intelligenza che non riusciva a canalizzare. Lo imbrogliavano sempre. Sono stata l’unica a mettersi le mani in tasca per lui, ho venduto un appartamento e non me ne è fregato niente dei soldi”. È vero che la storia tra voi finì perché lei gli annunciò la gravidanza e lui rispose: ‘E come facciamo ad andare in barca?’. La storia finì per tante ragioni. Forse si esaurì la spinta iniziale”. 

Un errore? Un rimpianto? “Il matrimonio nel 2013 (con l’imprenditore Giovanni Cottone, ndr). Sono stata truffata e ho impiegato due anni per ottenere l’annullamento dalla Sacra Rota. Può capitare di sbagliare. Ora sono ottimista. Sento che il prossimo sarà l’amore giusto. Mi deve divertire. Se mi annoio, io mi annoio”.

Il Festival di Sanremo? “Magari. Non lo so…”.

 

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