Borsalino, made in Italy in testa. Ma il museo rischia di chiudere


Lo indossava Humphrey Bogart in Casablanca, ma piaceva anche a Giuseppe Verdi e Winston Churchill e Michael Jackson lo ha usato più di una volta nelle sue coreografie. Ha scaldato e continua a scaldare tante teste celebri. Il cappello Borsalino è uno degli ambasciatori del made in Italy nel mondo e quindi fa un certo effetto sapere che il Museo ricavato ad Alessandria nello stabilimento dove nacque nel 1857 rischia di chiudere. (continua dopo la foto)



Per salvare il Museo, che raccoglie oltre 2000 cappelli di tantissime forme, è partita una raccolta firme online all’interno dell’iniziativa Luoghi del Cuore: se toccheranno quota 50 mila entro il 30 novembre prossimo arriveranno i finanziamenti del Fai – Fondo Ambiente Italiano. È una battaglia per la quale si è mobilitata tutta Alessandria, che considera il Borsalino un pezzo importante della sua storia.