La sindrome del piatto vuoto: cosa è e cosa comporta


Durante il periodo delle festività natalizie occorre fare attenzione ad un particolare che molto spesso abbiamo reputato innocente, o comunque poco dannoso per la nostra Salute e la nostra forma fisica. Stiamo parlando della cosiddetta “sindrome del piatto vuoto”, ovvero della voglia irrefrenabile di prendere e mangiare l’ultimo pezzo di pizza o di dolce rimasto nel piatto grande. Un articolo che sarà pubblicato a febbraio del 2019 della rivista Appetite rileva i risultati di quattro esperimenti condotti dalla Hofstra University.

Di cosa si tratta? In buona sostanza si tratta di un meccanismo mentale che ci spinge a finire tutto ciò che troviamo sulla tavola, dall’ultima fetta di pandoro a quel pasticcino rimasto sul vassoio, anche se non ne abbiamo voglia perché ci sentiamo “pieni”. Questo modo di fare può causare un aumento di peso, soprattutto durante le festività, in quanto i cibi che si ingeriscono sono per lo più grassi o ipercalorici. (Continua a leggere dopo la foto)




È dimostrato che la maggior parte delle persone ingrassa di circa un chilo nel periodo che va da novembre a gennaio, chilo che difficilmente viene smaltito nell’anno successivo, quanto piuttosto si aggiunge ad altri derivanti da ulteriori pranzi e cene occasionali. I consigli degli esperti: mentire a sé stessi, infatti, è una parte intrinseca della ‘sindrome del piatto vuoto’. Chi si serve dell’ultimo boccone, cerca in tutti i modi di convincersi che sia meno calorico di quel che è in realtà. Lo studio ha rilevato che, come prevedibile, i cibi più appetibili sono quelli ricchi di grassi, zuccheri o sale. (Continua a leggere dopo la foto)




Sul sito Healthday, la professoressa Lona Sandon dello University of Texas Southwest Medical Center spiega che “una strategia per evitare la sindrome del piatto vuoto è mangiare cibi con meno grassi, zuccheri aggiunti e sale. Raramente si sente dire qualcuno che ha voglia di mangiare una porzione extra di broccoli ma è pieno. Succede molto più spesso di fronte a una bella torta al cioccolato”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Connie Diekman, della Washington University of Saint Louis, consiglia invece di mangiare piano. “Ci vuole tempo per sentirsi sazi e chi mangia veloce perde questa sensazione”. Per l’esperto, un’ulteriore strategia consiste nel mangiare porzioni più piccole all’inizio del pasto. In generale, i ricercatori consigliano di fermarsi a riflettere sui propri pensieri quando si è tentati di mangiare l’ultimo pezzo di cibo rimasto nel piatto.

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