È morto il vero Super Mario: l’uomo che ispirò il celebre videogames della Nintendo


È morto a 84 anni Mario Segale. Wikipedia lo descrive come “un imprenditore coinvolto in alcuni progetti urbanistici nell’area di Seattle fin dagli anni Cinquanta”, per poi operare nel settore dell’asfalto e dell’edilizia. Ma Segale era molto di più, era l’uomo da cui l’eroe del videogame ”Super Mario” ha preso il nome.

Un self made man come tanti ce ne sono stati negli Usa del secondo dopoguerra. Pochi sanno che Super Mario Bros, protagonista dell’omonimo videogioco della Nintendo, ha preso il nome proprio da quello di Segale per una storia che mette insieme problemi economici e videogames. Nel 1981, Donkey Kong – il primo gioco con protagonista il simpatico idraulico coi baffi – era ancora nella mente del suo creatore Shigeru Miyamoto. (Continua a leggere dopo la foto)







A quei tempi la Nintendo, ancora lontana dal diventare quello che è oggi, aveva affittato uno dei magazzini di proprietà di Segale per trasformarlo nel suo quartier generale. L’azienda non se la passava bene e di soldi per pagare l’affitto neanche l’ombra. Di qui la decisione del presidente della Nintendo of America, Minoru Arakawa, di invitare Segale negli uffici dell’azienda. Bisognava prendere tempo, convincendo l’imprenditore a posticipare il momento dell’incasso. E così fece il signor Mario. (Continua a leggere dopo la foto)




Inizialmente il nome di ‘Super Mario’ era ‘Jumpman’, cioè ‘Uomo che salta’. Fin quando appunto Nintendo non decise di dare al personaggio un nome vero e proprio. Ai tempi fu Minoru Arakawa ad annunciare a Segale che il protagonista del gioco avrebbe portato il suo nome. Anche il personaggio di Lady cambiò e il nome divenne Paulina “grazie” alla moglie di un impiegato della ditta, mentre Jumpman, come detto, divenne Mario in onore di quell’uomo che, anche se controvoglia, aveva permesso all’azienda di posticipare la somma dell’affitto del locale. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Nel 1993, in un’intervista al Seattle Times, Segale scherzò dicendo che stava ancora aspettando di ricevere delle royalties. Tuttavia, sottolinea il necrologio pubblicato dall’agenzia di servizi funebri che si è occupata dei funerali, “schivò sempre la notorietà e voleva essere ricordato piuttosto per ciò che aveva fatto nella vita”.

A 11 anni, felicissimo, acquista il suo videogioco preferito. Ma quando arriva a casa e apre la scatola fa la scoperta choc. Dramma sforato: cosa c’era dentro

 

 

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