“Provoca bruttissime infezioni, è una cosa da folli!”. Il suo nome è “eraser challenge” ed è l’ultima atroce sfida che spopola tra i giovani. I medici avvertono: “Badate ai vostri figli e non permetteteglielo”. Di cosa si tratta


 

In teoria la gomma da cancellare dovrebbe essere utilizzate per correggere gli errori. Eppure, c’è un caso, assurdo e insensato, in cui viene utilizzata per ferire gravemente. Ovviamente, starete pensando che è una sciocca amenità, ma invece è una agghiacciante realtà. Stiamo parlando della  nuova folle “moda” giovanile che arriva dagli Stati Uniti: si chiama “eraser challenge”  (letteralmente “sfida della cancellazione”) e sta pian piano diventando una tendenza decisamente preoccupante anche per i ragazzi europei che, purtroppo, spesso imitano le “imprese” dei coetanei del nuovo mondo. Di cosa si tratta? L’eraser challenge è una sfida autolesionistica con regole molto semplici: bisogna strofinare la pelle con una gomma da cancellare, di quelle comunemente utilizzate a scuola, fino a provocarsi ustioni e ferite, ovviamente da fotografare e pubblicare sulle pagine social usando l’hashtag #eraserchallenge. Lo scopo? Tanto illogico, quanto il gesto in sé. (Continua a leggere dopo la foto)







I giovani che si prestano a questa sfida vogliono provare chi ha la maggiore resistenza al dolore: i partecipanti della stupidissima pratica, infatti, nello sfregarsi la pelle e crearsi profonde ferite sono soliti ripetere in continuazione delle frasi, come in un rito d’iniziazione, solo che in questo caso si inizia solo a essere privi di amor proprio. La prima denuncia è arrivata dalla East Iredell Middle School, scuola media della Carolina del nord, che ha pubblicato sulla propria pagina facebook alcune immagini veramente incredibili, mostrando le braccia abrase di giovanissimi studenti. 

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La diffusione di quelle foto ha permesso a molti genitori di scoprire che anche i loro figli si procuravano bruciature sulle braccia, e che la stessa cosa veniva fatta da molti loro amici. Ma cosa può causare questa sfida? I medici hanno messo in guardia da possibili infezioni della pelle, che richiedono cure fastidiose, quantomeno con l’assunzione di antibiotici. Ma il boom dell’eraser challenge tira in ballo anche l’aspetto psicologico, per provare a risalire alle motivazioni di questo comportamento autolesionistico. “Chi si sottopone a questa tortura denota soprattutto una forte depressione, mal di vita esistenziale”. Come dargli torto?

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