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“Ma dove vivono, non esiste”. William e Kate Middleton, la foto ed è bufera

  • Costume

Il compleanno del principe William, celebrato lo scorso 21 giugno con una foto tenera e apparentemente innocua, si è trasformato in un caso internazionale. Lo scatto, diffuso sui canali ufficiali della famiglia reale, mostrava William, la principessa Kate e i loro figli insieme alla loro amata cocker spaniel Orla e a una vivace cucciolata. Ma quella che doveva essere un’immagine di serenità familiare ha invece scatenato un’ondata di polemiche da parte del mondo animalista.

A sollevare la protesta è stata Peta, una delle associazioni internazionali più note nella difesa dei diritti degli animali, che ha accusato i principi di Galles di aver dato un pessimo esempio. Il motivo? Aver scelto di far accoppiare Orla, contribuendo – secondo l’organizzazione – a un problema ben più ampio: quello degli animali senza casa. In una nota ufficiale, Peta ha definito la scelta di far nascere nuovi cuccioli “incredibilmente fuori dal mondo”, sottolineando che, in un momento in cui i rifugi sono pieni e in affanno, “nessuno dovrebbe sfornare cucciolate”.

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William e Kate Middleton, bufera per la foto

Le parole dure dell’associazione non hanno lasciato indifferente l’opinione pubblica. In molti si sono schierati in difesa della famiglia reale, giudicando sproporzionato l’attacco e parlando apertamente di fanatismo. Alcuni commentatori hanno sottolineato che nessuna legge vieta di far accoppiare il proprio animale, e che – al contrario – quella cucciolata è frutto di una scelta personale, familiare e affettuosa. Va anche ricordato che Orla non è una cagna qualunque: discende direttamente da Lupo, il primo cane della coppia, regalo di James Middleton, fratello di Kate e noto allevatore.

A ulteriore riprova della cura riservata agli animali, è emerso che i cuccioli non sono cresciuti a Kensington Palace, ma nella casa della famiglia Middleton, sotto l’occhio attento di esperti e circondati da affetto. Una decisione, secondo chi conosce i retroscena, presa proprio per garantire alla cucciolata un ambiente tranquillo e familiare, lontano dai riflettori mediatici.

Eppure, nonostante le critiche e la portata dell’attacco, da Kensington Palace non è arrivata alcuna replica. Nessun comunicato, nessuna difesa ufficiale: la linea adottata è stata quella del silenzio, tipica di una monarchia abituata a non cedere alle polemiche.

A rendere tutto ancora più paradossale è il fatto che solo qualche mese fa, proprio Peta aveva premiato William con un “Red Carpet Award” per il suo impegno in favore della moda sostenibile. Oggi invece, per una scelta familiare e privata, lo stesso principe si ritrova al centro di un polverone mediatico. Un episodio che evidenzia quanto fragile e complesso sia l’equilibrio tra visibilità pubblica e scelte personali, anche – o forse soprattutto – per chi vive con il titolo di futuro re.


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