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Furti, in Italia valgono 3,1 miliardi. In testa gli smartphone, soprattutto iPhone

I furti, in tutto il mondo, costano 96 miliardi di euro: è il dato fornito dal Barometro mondiale dei furti nel Retail 2014. Il report, promosso da un fondo indipendente di Checkpoint Systems, Inc. rivela il costo delle differenze inventariali, causate dai furti a opera dei clienti, dei dipendenti, dalle frodi dei fornitori e dagli errori amministrativi è stato di oltre 96 miliardi di euro a livello globale. L’Italia? Per i furti perde 3,1 miliardi di euro, ma i dati vedono comunque le differenze inventariali in calo rispetto all’anno scorso. Nello specifico, lo studio evidenzia come nel nostro paese oltre il 75 per cento delle differenze inventariali siano da attribuirsi ai furti, compiuti dai clienti per un 53,4 per cento e dai dipendenti per il 22. Seguono gli errori amministrativi (16,3) e le frodi da parte dei fornitori (8,3). Gli articoli più rubati sono quelli più facili da nascondere e da rivendere. I settori maggiormente colpiti sono quello alimentare (vini e superalcolici al primo posto seguiti da carne fresca e formaggi, la Moda (giubbotti in pelle, calzature e accessori moda tra i prodotti più a rischio), la Bellezza con trucchi, creme per il viso e lamette. Ma una menzione a parte meritano iPhone, smartphone e videogame, che continuano a essere in assoluto i prodotti più desiderati da mani altrui. Differenza tra Italia e resto del mondo quanto all’età degli autori dei furti: nel nostr paese hanno un’età compresa tra i 30 e i 45, più maturi dei ladri di altri paesi, tra i 18 e i 45 anni.



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