“Mi attendono 10 anni di terapie”. Dopo il cancro, il dramma della moglie vip: “Ho le ossa di una 60enne”

Succedeva a settembre scorso che Claudia Lai Nainggolan annunciava di aver vinto contro il tumore al seno. Così, passato un intenso anno di terapie, la dj l’autunno scorso si rimetteva in piedi, “un anno che è ancora lungo”, racconta oggi in un’intervista. Una battaglia, quella contro il cancro al seno, che colpisce ogni fascia d’età, sono circa 55.500 i casi diagnosticati ogni anno (di cui 500 uomini). Nata nel 1982, oggi Claudia è una guerriera stanca, ma la riabilitazione è solo all’inizio.

Su Instagram si racconta con foto e video: va al mare con Radja e le sue bambine, Aysha e Mailey, suona in consolle, cambia tante acconciature. I capelli sono ricresciuti, ma non sono ancora abbastanza lunghi. Per questo va “da alcune ragazze qui a Cagliari che hanno una trecceria e me li faccio di vari tipi. Afro o più classici, a seconda di come mi va”, così come riporta il Corriere. Sta anche facendo una cura per i denti, perché “le terapie oncologiche li distruggono”.

“Mi aspettano dieci anni di terapia a casa. Le medicine disponibili a logorarmi, ho le ossa di una donna di 60 anni. Le terapie oncologiche distruggono i denti”, si sfoga. “dovrò prendere medicine per altri dieci anni”. Una battaglia, quella contro il tumore, con l’intento di sensibilizzare il pubblico sul tema e, soprattutto, di dare forza a quanti si trovano nella sua condizione. Claudia Lai in lotta contro il tumore: “Non potrò più avere figli”.


Dopo cicli di chemioterapie, per lei è tempo di ricominciare passo dopo passo. “Mi sono di nuovo iscritta in palestra e ho ripreso a fare dopo quattro mesi – spiega alla Gazzetta dello Sport la moglie del giocatore faccio ad essere costante con le bambine ( Aysha, nata nel 20212, e Mailey, 2016) e tutti gli impegni, allora vado tre volte a settimane per due ore. Faccio pugilato e sollevamento pesi: mi aiuta così e mentalmente, lascio a casa tutti i dolori”.

Sposata con Nainggolan dal 2011, sogna di tornare a viaggiare: «Sono legata ad una puntura ogni 28 giorni. C’è stata prima la chemio e poi la pandemia, vengo da due anni durissimi. Ecco, non vedo l’ora di fare un bel viaggio: un mare lontano, gli Stati Uniti, una città europea. Voglio prendere un aereo e andare».

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