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She’s funny that way, e a Venezia si ride di gusto

Presentata fuori concorso alla 71esima Mostra del cinema, She’s funny that way di Peter Bogdanovich, tornato dietro la macchina da presa a tredici anni dal suo ultimo lavoro, Hollywood Confidential. Un ritorno grandioso e scoppiettante, accolto con unanime entusiasmo al Lido: la sua è un’opera impeccabile, divertente, intelligente, leggera e colta insieme, infarcita di una serie di spassose cine-citazioni e sorprendenti camei (con tanto di colpo di scena finale, che farà impazzire il pubblico di gioia) ed è tenuta insieme da un cast straordinario composto non solo dai protagonisti Imogen Poots, Owen Wilson,ma anche di superbi caratteristi e comparse, dal direttore di Vanity Fair America Graydon Carter a Rhys Ifans (il coinquilino pazzo di Hugh Grant in Notting Hills), da Christopher Lee a una strepitosa Jennifer Aniston. La storia è costellata di equivoci: la vita di Isabelle «Izzie» (Poots) viene stravolta dall’incontro con Derek/Arnold (Wilson). Lei è una escort che vuol fare l’attrice, lui un regista di Broadway (ma lei non lo sa) con una doppia vita da benefattore di squillo: la convince ad abbandonare la prostituzione regalandole 30mila dollari. Il caos scoppia quando Izzie, presentandosi a un provino teatrale per un ruolo da escort (!), scopre che l’autore della piece è Arnold e l’altra protagonista sua moglie (Kathryn Hahn). Di lì ha inizio una concatenazione di esilaranti eventi, culminanti nel più rassicurante degli happy ending.

 



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