L’attrice candidata al Tony Award, dal carattere schivo ma capace di lasciare un segno profondo con interpretazioni intense e raffinate, si è spenta all’età di 79 anni. Nel corso della sua carriera aveva conquistato pubblico e critica grazie a ruoli memorabili in pellicole come Interiors, Chilly Scenes of Winter e Il mondo secondo Garp, imponendosi come una presenza elegante e incisiva nel panorama cinematografico internazionale.
La notizia della scomparsa ha suscitato grande commozione nell’ambiente artistico, dove era considerata una figura di grande spessore. A confermare il decesso è stato il marito, lo sceneggiatore e regista Paul Schrader, spiegando che l’attrice si è spenta sabato in una struttura di assistenza per anziani a Jersey City, dopo una lunga battaglia contro il morbo di Alzheimer diagnosticato nel 2015.

Morta l’attrice Mary Beth Hurt, aveva 79 anni
Si tratta di Mary Beth Hurt, volto noto del cinema e del teatro americano, capace di attraversare generi diversi con una sensibilità rara. Fino a poco tempo fa viveva in una struttura a Manhattan, mentre il marito risiedeva nello stesso edificio in un appartamento separato. Nel corso degli anni aveva portato sullo schermo una gamma di personaggi complessi, contribuendo con la sua presenza a rendere più profonde e credibili le storie raccontate.

Tra i suoi lavori più apprezzati si ricordano anche Slaves of New York di James Ivory, dove interpretava una sofisticata gallerista, e la commedia nera Parents del 1989 diretta da Bob Balaban. In quest’ultimo film vestiva i panni di una madre apparentemente perfetta ma inquietante, capace di alimentare i sospetti del figlio, interpretato da Bryan Madorsky, accanto a Randy Quaid.
Indimenticabile anche la sua partecipazione in Sei gradi di separazione del 1993, dove recitava accanto a Will Smith, interpretando una donna dell’alta società newyorkese coinvolta in un intricato gioco di inganni. Parallelamente al cinema, Hurt ha costruito una carriera teatrale di altissimo livello, calcando i palcoscenici di Broadway ben 15 volte tra il 1974 e il 2011.


Proprio a teatro arrivarono alcune delle sue soddisfazioni più importanti, tra cui tre nomination ai Tony Award. Nel 1982 fu candidata per il ruolo di Meg Magrath in Crimes of the Heart, opera della drammaturga Beth Henley, che racconta la storia di tre sorelle alle prese con traumi familiari profondi. Il ruolo fu poi portato al cinema da Jessica Lange insieme a Diane Keaton e Sissy Spacek nell’adattamento diretto da Bruce Beresford.
Il suo talento era riconosciuto anche dai grandi nomi del teatro contemporaneo. Il drammaturgo David Hare, che la diresse a Broadway, la descrisse così: “Prima di tutto, è che è un’ottima attrice di cast”, ha affermato, aggiungendo “Possiede il meglio della tradizione inglese e il meglio di quella americana.”. Parole che riassumono perfettamente l’eredità artistica di un’interprete raffinata, capace di lasciare un segno duraturo nel mondo dello spettacolo. Sui social l’addio di colleghi e fan che l’hanno apprezzata per il suo talento e per la persona che era.


