“Mia sorella è morta e io…”. Il dramma della star di Sanremo. L’amata cantante racconta la tremenda tragedia che ha vissuto: un lutto terribile e inconsolabile


 

Sarà nelle librerie dal 23 novembre ‘La voce nel cassetto’ (Imprimatur) primo romanzo di Silvia Salemi. Il libro, autobiografico, racconta la crescita professionale e umana della cantautrice e conduttrice televisiva classe 1978: dalla partenza dal suo piccolo paese, Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, al palco del Karaoke di Fiorello fino alla vittoria al Festival di Castrocaro nel 1995 e al premio incassato a Sanremo nel 1997 per il testo di ‘A casa di Luca’. Nel 2017 Salemi ha pubblicato il suo settimo album dal titolo ’23’ e ha condotto ‘Piccole luci’, in onda su Rete 4. Il nuovo album è stato lanciato dal singolo ‘Potrebbe essere’, da cui è stato realizzato un video diretto da Gaetano Morbioli, che lunedì scorso si è aggiudicato un premio speciale al Roma Videoclip 2017. Salemi vive a Roma, è sposata ed è mamma di due figlie che come lei stessa ha affermato sono quanto di più bello abbia: “Ho sempre sognato essere madre, per me è una vocazione”. Ma nonostante la vita di Laura proceda a gonfie vele, non tutto è sempre stato rose e fiori e nel libro l’artista ripercorre momenti molto dolorosi. (continua dopo la foto)

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Il libro si apre con Silvia che sta per cantare sul palco dell’Ariston, in diretta televisiva, la canzone che la renderà celebre, e torna con la mente alla sua infanzia trascorsa senza voce. Rivive le giornate silenziose trascorse dai nonni e ritorna nella casa dei genitori affollata da parenti e amici accorsi per il funerale della sorellina Laura, una morte, un dolore che la portano al silenzio prima e poi al successo proprio attraverso la voce. La cantante ha raccontato che quando era piccolina non parlava, i suoi genitori pensavano che non avesse la voce. Poi, un giorno, ha trovato il registratore della sorella Laura e premendo qualche bottone ha sentito la sua voce e da quel momento ha iniziato a parlare. (continua dopo le foto)








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Dal registratore sono uscite queste parole che le hanno cambiato la vita: “Io Laura, di anni 5 e mesi due, voglio dire che lascio tutti i miei giochi a Silvia perché è una bambina buona. Silvia vieni mi devi aiutare a fare la flebo a Pinocchio”. “Laura è il mio angelo, è stata quella persona che mancando mi ha fatto nascere – dice commossa la Salemi -. Mia madre scopre contemporaneamente che mia sorella Laura aveva una leucemia e che era incinta di me. Io ero la terza. Il medico di famiglia le ha detto di tenermi perché ero un miracolo e perché Laura se ne sarebbe andata. Arrivavo io e le avrebbero tolto lei. Io ero un feto e ho stipulato idealmente un patto di sangue e di vita con mia madre. Le dico: ‘Sì mamma fammi restare io non sarò mai un problema per te, tu farai un percorso con Laura e io starò in un angolo’. E così ho fatto”.

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