Paola Turci: «Per ricostruire la vita bisogna chiedere perdono per gli errori fatti»


«Mi è piaciuto il titolo del vostro articolo, è andata proprio come avete detto voi: dal giorno dell’incidente è stata tutta una ricostruzione della vita – spiega Paola Turci a Caffeina Magazine – e quando dico ricostruzione non intendo solo quella estetica, ma intendo la ricostruzione di tutto». Nell’agosto 1993 la cantante ha avuto un grave incidente d’auto sulla Salerno-Reggio Calabria che ha cambiato la sua vita dentro e fuori. Di quello, e di tutti i giorni di dolore, confusione, paura che sono seguiti ha fatto un libro Mi amerò lo stesso uscito da pochi giorni per Mondadori. «Un modo per festeggiare il mio 50esimo compleanno e anche per far riflettere sugli sbagli che ognuno fa, quegli sbagli che magari si potevano evitare, ma che non sono stati evitati e che vanno abbracciati comunque. E perdonati – dice Paola – Scrivendo questo libro ho confessato ciò che non avrei mai voluto raccontare a nessuno» aggiunge. Cosa è cambiato veramente da quel giorno? «Ho imparato a prendere le misure con le cose e le relazioni: prima dell’incidente non davo importanza a quello che accadeva, non captavo i segnali – racconta Paola – ma già dal giorno successivo, nel letto dell’ospedale, mi sono resa conto che c’erano stati mille segnali che mi avrebbero dovuto far fermare, tipo la chiamata del manager il giorno prima dell’incidente che mi diceva che aveva saputo che avevo avuto un incidente… Una cosa pazzesca».

(Dopo la foto continua a leggere l’intervista a Paola Turci)








Questa e altre vicende – molte anche divertenti – sono tutte raccontate nel libro. Come si ricomincia? «Ho ricominciato dall’incidente a vivere la seconda parte della mia vita. E ho iniziato a trasformare ciò che delle mia vita si era rotto. Era un momento buio, non avevo nemmeno più voglia di cantare». Si dice che la mente tenda a dimenticare i ricordi dolorosi, è stato difficile per te ricostruire la storia? «Dell’incidente ricordo tutto per filo e per segno, ma il dolore più profondo l’ho provato quando, sempre in ospedale mi sono ricordata cose che avevo rimosso, tipo i dolori inflitti agli altri». Come hai fatto a non impazzire quando ti sei resa conto che la tua faccia era un’altra faccia? «Vivendo il tutto da spettatrice, come se non stesse veramente accadendo a me». Sono passati tanti anni e ora Paola Turci è serena e centrata e, proprio in questi giorni, è al lavoro per l’uscita del nuovo disco «Un disco antologico in chiave acustica che raccoglie il meglio del mio lavoro» conclude. State pronti, uscirà nel 2015.





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