I nostri mari sono sempre più pieni di meduse. Sai cosa fare se vieni punto? Il vademecum per un’estate senza rischi


Evviva, le ferie sono vicine. Per i più fortunati sono già cominciate. Finalmente ci si rilassa, finalmente ci si abbronza e si spazza via il grigiore, finalmente si ha tempo per leggere e, soprattutto, per sguazzare. Anche se i nostri mari sono sempre più pieni di meduse. Cavolo, questa non ci voleva. Sì, i nostri mari sono sempre più pieni di meduse. Ma perché questa invasione? Alcune indagini hanno accertato che i cambiamenti climatici e l’inquinamento sono due delle principali cause dell’aumento delle meduse nei nostri mari. Tra le altre cause, la pesca intensiva che significa meno pesce in mare. Della serie: è ancora tutta colpa dell’uomo che ha impoverito la varietà di specie ittiche che si nutrono di plancton. In questo modo ci sono meno larve e le meduse hanno meno concorrenti per la loro dieta. Si nutrono con facilità e si moltiplicano alla velocità della luce. Ma non facciamoci rovinare le ferie dalle meduse, per carità. Anche perché, se anche si viene punti, è possibile neutralizzare il loro potere urticante. Purché non si facciano errore. Di seguito abbiamo riportato il vademecum che riporta il Corriere della Sera, stilato con la consulenza di Enzo Berardesca, direttore dell’Unità operativa di Dermatologia clinica all’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma. Continua a leggere dopo la foto






Cosa fare. 1. Se stai nuotando al largo e vieni sfiorato da una medusa, niente movimenti scomposti; respira bene e cerca di raggiungere con calma la riva. Chiedi aiuto, se necessario. Se invece sei a riva, esci subito dall’acqua. Non gridare e, in generale, non agitarti.
2. Lava la parte colpita con acqua di mare, così diluisci la tossina non ancora penetrata. L’acqua dolce, invece, favorisce la rottura delle nematocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle.
3. Pulisci la pelle dai filamenti residui: usa una tessera di plastica rigida, come bancomat o carta di credito.
4. Applica un gel al cloruro d’alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%: lenisce il prurito e blocca la diffusione delle tossine.
5. Vai al pronto soccorso se ti accorgi che ci sono complicazioni (reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione). “In alcune persone particolarmente sensibili, la puntura di una medusa, ma anche di un’ape o di una vespa, può innescare una reazione allergica estrema al veleno, lo choc anafilattico – ha detto Berardesca -. In questi casi la tempestività di intervento è fondamentale”. Continua a leggere dopo le foto








 

Cosa non fare. 1. Non strofinare la zona colpita con sabbia o con una pietra tiepida. Si rischia di ustionarsi.
2. Evita ammoniaca, alcol, urina e altri rimedi della nonna. “Questi metodi non solo sono inutili, ma possono risultare anche dannosi – sostiene l’esperto -. Ammoniaca e urina potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita”.
3. Non ti grattare. Se lo fai rompi le eventuali nematocisti residue, liberando ulteriore veleno.
4. Se la reazione è localizzata, evita le creme al cortisone o con antistaminico: entrano in azione dopo circa 30 minuti dall’applicazione e cioè quando la reazione è già naturalmente esaurita
5. Niente sole per qualche giorno sulla parte colpita. Rischi di macchiarti.

Zanzare, vi odiamo. Anche voi siete alle prese con pizzichi da tutte le parti e ronzii notturni insopportabili vicino alle orecchie? Bene, ecco tutto quello che dovete sapere su questo animaletto e soprattutto cosa fare (e cosa non fare)

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