”Swift”. È una dieta a tutti gli effetti e va seguita con cura. I risultati si toccano con mano: la pancia si appiattisce e l’ago della bilancia segna 5 chili in meno. Ah! Se la inizi, vedrai, dimenticherai meteorismo, stitichezza e gonfiore


 

Far sorridere l’intestino. E dimagrire. Sono questi gli obiettivi della dieta Swift che prende il nome dalla nutrizionista che l’ha ideata, Kathie Madonna Swift. Lei è una famosa per il suo approccio olistico che, come si legge su Vanity Fair, nel caso di questa dieta, sfrutta per regolarizzare le funzioni dell’organismo, ma anche per perdere peso. Di casi particolari, ne ha visti, la Swift che ha lavorato nei tre dei più prestigiosi centri benessere degli Stati Uniti e ha visto migliaia di pazienti con problemi di peso. Il più delle volte, i problemi di sovrappeso erano abbinati a meteorismo, gonfiore, stitichezza e dissenteria. Così lei ha messo a punto una serie di strategie per rendere l’intestino sano che riporta nel libro La dieta dell’intestino sano. Seguendo i suoi consigli migliaia di donne in tutto il mondo sono riuscite a dimagrire e a non riprendere i chili persi. Cosa promette la dieta Swift? Risultati immediati e pancia piatta in sole 4 settimane. Si perdono fino a 5 chili. “Rucola, broccoli, zucca invernale e lenticchie – spiega la nutrizionista – sono le star della lista di microrimedi. Sono fibre che alimentano ceppi batterici molto importanti per la salute del colon e dell’organismo in generale”. Continua a leggere dopo la foto



La dieta Swift non aiuta solo a perdere peso ma anche a curare i disturbi della digestione legati al peso. Quindi si dimagrisce e si dice addio a meteorismo e gonfiore. La digestione migliora, così come la salute della pelle. Nello stesso tempo l’energia aumenta e i disturbi intestinali scompaiono. Ma quali sono i principi da seguire? Prendete appunti, perché di cose da imparare ce ne sono. Innanzitutto, tenete alla larga il più possibile gli zuccheri. In uno studio pubblicato nel 2014, alcuni ricercatori di Harvard hanno calcolato che chi prende più del 21% dell’apporto calorico giornaliero dagli zuccheri, ha il doppio delle possibilità di morire di cardiopatia. I grassi? Concessi. Ma sono da evitare gli oli vegetali industriali (colza e di mais) e i grassi di origine animale. Continua a leggere dopo le foto


 


 

Sì ai cereali integrali che sono più facilmente tollerati dagli intestini sensibili. Perfetti: riso selvatico, amaranto, grano saraceno e quinoa. No ai FODMAP, cioè i cibi che contengono alcuni tipi di carboidrati che fermentano nell’intestino, per esempio latte e latticini. Sì ai cibi prebiotici, cioè i cibi che aiutano la flora batterica intestinale a rimanere sana: asparagi, avena, mandorle, banane, verdure a foglia verde, topinambur. Non più di un caffè al giorno: l’ormone dello stress che esso produce turba l’intestino. Sì a miele e cioccolato fondente che abbassa la pressione. Non dormire più di 7 ore a notte. Il menù tipo? Continua a leggere dopo la foto

Le prime due settimane sono le più dure. Ma si perdono i primi 3 chili. L’apporto calorico è di 1.200 chilocalorie. Concessi 2 cucchiaini di olio extra vergine d’oliva e poco sale. 

La colazione è la stessa per tutti i 7 giorni della settimana e consiste in fiocchi d’avena cotti nel latte di soia o riso (1 tazza) oppure un centrifugato di pompelmo con carote e sedano oppure una tazza di thè verde dolcificato con un cucchiaino di miele. Come spuntino va bene un frutto fresco.

Lunedì – pranzo: insalata di pollo alla griglia (senza pelle), meglio se l’insalata è lattuga o valeriana; cena: piatto di verdure cotte al vapore (patate, zucchini, carote) con un pezzettino di parmigiano;

Martedì – pranzo: 2 uova strapazzate con pomodori freschi cotti; cena: pesce a scelta (preferibile pesce azzurro) con patate cotto al forno;

Mercoledì – pranzo: bresaola con insalata; cena: carne ai ferri con verdure cotte al vapore;

Giovedì – pranzo: arrosto di vitello con insalata di carote bollite, cena: zuppa di verdura con un piccolo cucchiaio di parmigiano grattugiato;

Venerdì – pranzo: insalata di tonno cotto alla griglia; cena: pesce al forno (acciughe, orata, sardine, sogliola, ecc.) con verdure;

Sabato – pranzo: insalata di pesce spada alla griglia; cena: prosciutto crudo con verdure bollite (patate, zucchini, zucca);

Domenica – pranzo: frutti di mare con pomodori cotti; cena: zuppa di farro con verdure.

Mantenimento. Terminate le 4 settimane si deve seguire un mese di mantenimento che consente di consolidare i risultati ottenuti e di dimagrire ulteriormente di un paio di chili grazie all’accelerazione del metabolismo. Cosa integrare? La colazione con gallette di mais o di riso spalmate con un velo di marmellata senza zucchero e/o miele, per cena è possibile sostituire un secondo di pesce con un primo piatto di pasta o di riso conditi con verdure o passato di pomodoro fresco con basilico.

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