Mai provato il ‘tribadismo’? È la pratica erotica che fa impazzire proprio tutti. Se vi intriga dovete sapere che per farlo bisogna essere parecchio disinibiti. Quindi lasciate in cantina i tabù e provate senza timore. Poi… ne vorrete ancora


 

Di sesso più se ne parla e meno si fa. Così recita un vecchio detto popolare, questo non vuol dire che non ci si debba informare! Tutti sappiamo quanto sia importante per la propria salute (anche mentale) avere una vita sessuale appagante e certe volte il desiderio si affievolisce, fino a farci scordare di quale carica erotica siamo portatori. Per questa ragione, rinfrescarsi le idee (o la memoria) può essere una scelta molto, ma molto saggia. Tra le tante pratiche eccitanti che ci sono in circolazione, ce n’è una che ha radici molto antiche e che qualcuno – sbagliando – crede che appartenga solo all’amore saffico: parliamo del tribadismo. Che nome, direte. Cominciamo subito con l’etimologia della parola. Il termine deriva dal greco antico ‘tribadismos’ che significa sfregamento. Cominciate già a capire un po’ di più? Ma veniamo al dunque. Il tribadismo, è una forma di sesso senza penetrazione, nel passato aveva a che fare con il concetto di penetrazione attiva femminile tramite il clitoride. La verità è che questa pratica consiste nello strofinamento della vulva contro una parte del corpo del o della partner, genitali inclusi, fino al raggiungimento dell’orgasmo. (continua dopo la foto)







In molti la conoscono come ‘posizione delle forbici’, la pratica sessuale tipica dei rapporti tra due donne, in cui sono soprattutto le parti intime a essere energicamente strofinate tra di loro, assumendo una posizione che ricorda appunto due paia di forbici incastrate. Nell’antichità si pensava che le donne omosessuali fossero fornite di un clitoride così grande da permettere la penetrazione e il contatto prolungato tra vulva e vulva, tipico del tribadismo. Benché il lesbismo fosse abbastanza tollerato, le donne considerate ‘penetrative’ erano oggetto di scherno e spesso di punizioni anche corporali. Era il maschio che deteneva il privilegio della penetrazione e il pene non poteva, né doveva essere sostituito con nessun altro arnese, che fosse naturale o artificiale. Ergo i falli finti erano banditi e considerati immorali. (continua dopo le foto)





 

Con il passare del tempo (e meno male), il tribadismo ha perso qualsiasi connotazione negativa anche perché è messo in pratica anche nei rapporti eterosessuali. Infatti, differentemente dallo scissoring (la posizione delle forbici) che è tipica dell’amore tra donne, il tribadismo è una attività molto diffusa e sexy anche tra uomo e donna. Infatti, non tutte le donne riescono a raggiungere il piacere con la penetrazione e la stimolazione del famigerato Punto G, invece arrivano all’orgasmo strofinando il clitoride contro i genitali maschili. Ma anche contro il sedere, la coscia o qualsiasi altra parte del corpo utile allo scopo. E la notizia buona non è solo questa, perché a differenza delle donne dell’antichità, coloro che praticano il tribadismo usando un oggetto inanimato, che sia un sex toy o un vaso di porcellana, non incorrono in nessuna sanzione.

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