I pupi, storia e divertimento per i più piccoli


Il teatro dei pupi, inserito dal 2001 nell’elenco dei Beni immateriali dell’umanità perché rispecchia l’identità di un paese e di un popolo, è una delle attestazioni di arte e cultura popolare che ancora sopravvive nella Sicilia contemporanea. L’Opera dei Pupi è nata nella prima metà dell’Ottocento anche se è da ricondurre al XVI secolo lo sviluppo di questa particolare forma teatrale. Altri invece reputavano che l’abilità dei pupari provenisse dalla maestria di alcuni siracusani, attivi già al tempo di Socrate e Senofonte, nel costruire e far muovere marionette. I temi rappresentati derivano dalla Chanson de Roland, racconto delle gesta di Carlo Magno e dei suoi paladini, e dai grandi poemi epico-cavallereschi italiani (Orlando Furioso, Orlando Innamorato e il Morgante). I personaggi del ciclo carolingio vengono trasformati in tipi simbolici della realtà quotidiana e popolare siciliana. I pupi esprimono la volontà di continuare a battersi in quella che è stata definita “la più invisibile delle guerre invisibili” che, con i nostri ideali, sosteniamo dentro di noi più che fuori.
Si distinguono due tradizioni dell’opera: quella “palermitana” diffusa nella Sicilia occidentale e quella “catanese” diffusa nella Sicilia orientale. Con differenze tecniche: nella prima il pupo ha un’altezza compresa tra 80 e 100cm e il peso è di circa 10 chili, con gambe articolate che gli consentono una serie di movimenti come inginocchiarsi; nella seconda l’esemplare raggiunge i 140 cm d’altezza e 30 chili di peso, più possente ma meno dinamico.







 

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