Il miracolo del piccolo Jax: per i medici doveva vivere solo poche ore e invece… Il bimbo nato senza parte del cervello sfida la scienza e stupisce tutti


 

Per i medici avrebbe vissuto al massimo poche ore. Le alternative tutte dolorose: abortire, rassegnarsi a un aborto spontaneo o accettare l’idea di tenerlo in braccio solo poche ore. Ma lui, il piccolo Jaxon Emmett Buell ha sfidato la scienza: ha appena spento una candelina. Il calvario della famiglia Buell, di Tavares, in Florida, è iniziato alla 17esima settimana di gravidanza quando i medici hanno detto a Brandon, 30 anni e Brittany, 27, che il loro piccolo non stava bene. Solo dopo alcune settimane è arrivata la diagnosi: Jaxon era affetto da una anencefalia, una malformazione congenita grave che priva il nascituro, totalmente o parzialmente, della volta cranica e dell’encefalo.

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Negli Stati Uniti un bimbo su circa 4.859, secondo Centro per il Controllo delle malattie e la prevenzione, nasce affetto da una forma di anencefalia che, di solito, porta alla morte del piccolo poco dopo la nascita. Come riporta Il Messaggero, a quel punto i medici hanno dato loro la possibilità di interrompere la gravidanza alla 23esima settimana. Ma loro si sono rifiutati. “Siamo andati a casa quella notte pensando che ci avevano proposto di abortire – ha raccontato Brandon – Non avremmo mai saputo cosa sarebbe potuto accadere. Chi siamo noi per decidere? Ci hanno dato un bambino e quello che potevamo fare era dargli la possibilità di combattere, ed è quello che nostro figlio ha fatto fin dall’inizio”.

 

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Ed è così che Jaxon è nato: il 27 agosto 2014 è venuto alla luce con parto cesareo, pesava quattro chili e ha trascorso le prime tre settimane nel reparto di terapia intensiva al Winnie Palmer Hospital. “Mi ricordo il secondo giorno– ha raccontato Brittany -, lo tenevo in braccio e ascoltavo i medici dire che mio figlio probabilmente non avrebbe mai camminato, mai visto, mai sentito, mai parlato, mai sentito lo stimolo di mangiare”. Dopo due mesi di paure e crisi multiple il piccolo è stato trasportato all’ospedale dei bambini di Boston. Da lì sono entrati in preda all’incertezza e ne sono usciti colmi di speranza e una nuova diagnosi: Jaxon era affetto da una micro idrocefalia e gli è stata data una serie di cure che alleviano il dolore facendogli vivere un’esistenza migliore. Intanto, sfidando tutte le previsioni, il bimbo ha compiuto un anno. E in questo lasso di tempo ha ricevute la solidarietà di migliaia di persone. Alla nascita del piccolo, un collega di Brandon ha messo su una pagina su GoFundMe per raccogliere donazioni per le costose cure mediche del piccolo: da allora oltre mille persone hanno preso a cuore la sua storia donando oltre 58mila dollari e ribattezzando il piccolo “Jaxon Strong” per la forza e la voglia di sopravvivere dimostrata in questo anno.

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