La storia dell’orsetta Morena ha fatto commuovere tutti. In molti facevano il tifo per lei dopo che è stata trovata orfana. Ma la sua storia purtroppo non è a lieto fine. Ecco cosa le è successo…


 

La storia dell’orsetta bruna orfana è senza lieto fine. Morena (questo è il nome dell’animale) non ce l’ha fatta: l’animale – liberato lo scorso dicembre – è stato ritrovato morto all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo. Nonostante i biologi ritenessero difficile il suo reinserimento in natura (in circostanze simili gli orsi sono cresciuti in cattività) in molti avevano sperato in un esito diverso per l’orsetta Morena. Non sono ancora chiare le cause della morte: l’esame esterno della carcassa da parte del veterinario del Parco non ha consentito di stabilire le cause del decesso.

La carcassa (già in decomposizione) sarà inviata all’Izs di Grosseto per gli esami necroscopici. Purtroppo il radiocollare satellitare (che avrebbe dovuto evidenziare anomalie) non avrebbe inviato segnali e i guardiaparco sono arrivati quando il corpo dell’animale era già in decomposizione. L’ultimo avvistamento di Morena risale al 15 luglio quando la piccola godeva ancora di buona salute.

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La storia di Morena si inserisce nel più complesso percorso di estinzione dell’orso marsicano. Infatti al mondo esistono solo una cinquantina di esemplari di orso bruno marsicano, per lo più in Abruzzo e Lazio. Dal momento che l’estinzione è un pericolo concreto, quando la cucciola è stata trovata sola e disidrata nei boschi è scattata subito l’operazione di recupero. I tecnici del Parco hanno cercato a lungo la mamma (pensando che potesse essere morta, magari avvelenata da un’esca) e hanno atteso il suo ritorno. Fino ad arrendersi e a progettare il suo reinserimento in natura dopo lo svezzamento.





Il percorso di inserimento dell’orsetta orfana è stato seguito anche da esperti internazionali, come il biologo americano John Beecham (uno dei massimi esperti di orsi a livello mondiale) che aveva aiutato i tecnici del Parco a riportare Morena nei suoi boschi, favorendo la sua “adozione” da parte degli altri orsi. Fino ai giorni scorsi, il progetto sembrava essere un successo. Poi la doccia fredda.


“La possibilità che non ce la potesse fare è sempre stata una costante di questo complesso progetto, testato per la prima volta dal Parco – spiegano dal Parco – Ma le diverse fasi, andate sempre bene, e le reazioni più che positive di Morena, anche in questo periodo in cui ha vissuto libera in natura, ci avevano lasciato ben sperare nel lieto fine. Pur avendo sempre messo in conto questa possibilità, oggi non possiamo fare a meno di provare un profondo senso di delusione, che sicuramente proveranno anche tutti coloro che hanno fatto il tifo per lei, per oltre un anno. Come abbiamo sempre fatto, terremo tutti informati sugli sviluppi del caso”.

Era stata trovata agonizzante con un filo di nylon stretto al collo e per lei si era mobilitato tutto il web. Palla, questo il nome della cagnolina diventata simbolo dei randagi maltrattati, è stata salvata e oggi la ritroviamo così

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