“Invasione in mare”. Scatta l’allarme in Italia: scoperta la specie killer 


 

La raccomandazione parla chiaro: non mangiateli e non liberateli altrove, perché con il gambero ‘alieno’ non si scherza. È ribattezzato così il crostaceo che da anni sta infestando mezza Italia. Da quando alcuni esemplari di gamberi della Lousiana sono riusciti a fuggire anni fa da qualche allevamento ittico, ormai li avvistano ovunque. Sul lago di Varese sono ormai di casa. L’ultimo incontro a un centinaio di metri dal fiume Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino. Erano ”parecchie decine – racconta un testimone al Corriere Adriatico -, li ho visti in strada e posso solo immaginare quanti ce ne fossero nascosti nella vegetazione o più lontano in acqua”. Il problema è per il resto della fauna e della flora, poiché mangia le uova degli altri pesci e gli insetti che predano le larve delle zanzare. In questo modo l’ecosistema va in tilt vanificando il lavoro delle gambusie, altra specie non autoctona e introdotta anche questa dagli Usa per combattere appunto le zanzare, delle cui larve il pesce si nutre. (Continua a leggere dopo la foto)




Rispetto al nostrano gambero di fiume presenta chele rosse-bluastre ed è di dimensioni maggiori, si sposta agevolmente fuori dall’acqua (in dispersione, alla conquista di nuovi spazi vitali), sopporta acque moderatamente calde e più povere d’ossigeno e risulta molto prolifico, in particolare grazie alla mancanza di predatori. Importato in Europa dal nuovo continente come specie impiegata per l’alimentazione, si è scoperto poi che la carne di questo prelibato crostaceo d’acqua dolce poteva contenere tossine pericolose per l’uomo e ne è stato vietato l’allevamento e il commercio. (Continua a leggere dopo la foto)




La diffusione deriva proprio dallo smantellamento degli allevamenti. Così, in particolare nelle giornate umide e piovose è facile vederne sparsi in quantità per i canali, i fossati e i fiumi di fondovalle. Il gambero killer ha ormai colonizzato gran parte dei laghi e dei fiumi a corso lento d’Italia e d’Europa. Si trova facilmente anche nelle risaie, nei piccoli canali e nei fossi. Il crostaceo è stato avvistato anche in Sardegna. Nel 2017, nel parco di naturale di Molentargius, colonia di fenicotteri alle porte di Cagliari, l’ente ha dovuto avviare una campagna di cattura insieme a un team di biologi universitari. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Questa varietà è inoltre letale per i gamberi nativi: trasmette loro parassiti e patogeni capaci di estinguere le popolazioni locali dei nostri crostacei autoctoni (come il gambero di fiume e il granchio di fiume): preda infine anche i piccoli invertebrati, le uova di pesci e i loro piccoli, gli anfibi e loro larve, rappresentando in definitiva un vero e proprio flagello, un disastro per il locale ecosisteme e un pericolo per la biodiversità.

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