Italiani sono amanti degli animali, ecco quanto hanno speso per dar da mangiare a cani e gatti


E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurispes in occasione di S. Antonio Abate, il Patrono degli animali, che l’iconografia raffigura sempre con un porcello munito di campanella a fianco del santo egiziano.
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Per la tradizionalmente benedizione di mucche, asini, pecore, galline, conigli, cani e gatti le parrocchie di campagne e di città – sottolinea la Coldiretti – sono state prese d’assalto da una variegata moltitudine di esemplari che popolano il territorio nazionale.

Si stima che nelle città gli italiani si prendano cura di 30 milioni di pesci, 15 milioni di cani, 13,5 milioni di gatti, 13 milioni di uccelli da compagnia e 2 milioni di rettili tra tartarughe, serpenti e iguana.

Ancora piu’ rilevante – continua la Coldiretti – è la presenza di animali nelle campagne dove nelle stalle sono allevati 49 milioni di galline per le uova, 8,7 milioni di maiali. 7,2 milioni di pecore, 6,5 milioni di conigli, 6,1 milioni di bovini quasi un milione di capre, 370mila bufale, 400mila cavalli e 50mila asini.

L’amore degli italiani per gli animali testimoniato al fatto che solo per dar da mangiare a cani e gatti si sono spesi 1,8 miliardi di euro per un totale di 544.000 tonnellate di alimenti in un anno. Il mercato degli alimenti per gatto, dove i proprietari sono particolarmente attenti alle preferenze dei propri animali, rappresenta il 54% del totale, per un valore di 992 milioni di euro mentre il mercato degli alimenti per cane rappresenta il 46% del totale, con circa 838 milioni di euro, secondo il rapporto Assalco- Zoomark.

Gli animali all’interno della famiglia portano nell’ordine serenità e gioia (43%), allegria e divertimento (36%), pace e tranquillità (16%) e sicurezza (6%) ma secondo i proprietari contribuiscono anche a migliorare la qualità della vita stimolando a svolgere attività fisica (94%), favoriscono la socialità e la comunicazione (81%) e hanno effetti positivi sulla salute psicologica (95%), secondo l’indagine GfK Eurisko.
 
Risultati che sono confermati sul piano scientifico dagli effetti positivi della pet-therapy che è entrata prepotentemente tra le nuove attività previste dalla legge sull’agricoltura sociale fortemente sostenuta dalla Coldiretti e approvata dal Palamento nell’agosto 2015.

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