Cani e gatti, sempre più italiani li lasciano morire o li condannano a una vita di sofferenze. Non per crudeltà ma perché costretti: ecco cosa sta succedendo nel nostro paese


 

Costi alti ed il colpo di coda della crisi. Succede così che prendersi cura degli amici a 4 zampe diventi un lusso che in pochi possono permettersi. Colpa dei farmaci destinati agli animali che, nonostante le molecole siano le stesse di quelle a uso umano, hanno visto schizzare alle stelle i propri prezzi,  arrivando a costare anche 90 volte di più. Scrive Repubblica che: «Negli ultimi anni sono entrati in commercio numerosi farmaci per uso veterinario, con proprietà antidolorifica e antiinfiammatoria, cosiddetti painkiller e tale dato, apparentemente positivo, comporta invece una situazione drammatica, qualora se ne prenda in considerazione il costo rispetto agli omologhi per uso umano».

Così, fra i principi attivi utilizzati, il Meloxicam per uso veterinario è venduto a un prezzo che supera di venti volte quello della confezione a uso umano, e il Ketoprofene costa addirittura 90 volte di più, mentre fra le tre e le cinque si collocano gli oppioidi, ovvero la morfina e i suoi derivati, fondamentali per il controllo del dolore chirurgico.È ovvio che in un momento tanto difficile non si chiede che i farmaci per cani e gatti vengano passati dalla mutua, ma “una politica dei prezzi equa e controllata è un obbligo morale”, afferma il medico veterinario Oscar Grazioli.

A soffrire maggiormente questa situazione sono gli amici a 4 zampe che da ammalati diventano un peso per le famiglie che non possono permettersi le cure adeguate, ma non solo. Per anziani e pensionati, ad esempio, i quali nel cane o nel gatto hanno un’insostituibile rimedio alla solitudine, è quasi impossibile provvedere a compresse per cuore, artrosi e varie malattie croniche che richiedono più di un prodotto. Un danno non solo per i nostri fedeli compagni ma che abbraccia un campo molto più vasto.







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