“È morto. Troppa fatica e troppo caldo”. Oliver, il cavallo che portava a spasso i turisti per le vie del centro, non ce l’ha fatta. Drammatica e sconvolgente la sua morte che sta indignando l’Italia intera. Cosa è successo


 

Dopo l’uccisione dell’orsa KJ2 in Trentino e le polemiche che sono susseguite, un altro drammatico episodio arriva a scuotere l’Italia. Una vita trascorsa a trainare carrozzine con a bordo crocieristi appena sbarcati a caccia di emozioni. Ma oggi per lui è stata l’ultima corsa: Oliver è morto. Ucciso dalla fatica e dal caldo, sotto gli occhi di quei turisti che doveva portare a spasso per le vie di Messina. Il cavallo si è accasciato dinanzi all’ingresso del porto, tra le lacrime del proprietario e il tentativo di soccorso di alcuni passanti e di diversi turisti. Che hanno tentato di garantire almeno un po’ di refrigerio al quadrupede bagnandolo con dell’acqua fresca. Nulla da fare. Oliver aveva compiuto la sua ultima fatica. Accompagnato dai volontari dell’Enpa e dell’Asp di Messina che, dopo averlo portato alla facoltà di Veterinaria, hanno assistito alla sua morte. “Quello delle carozzelle è un divertimento anacronistico – dice Alessandra Parrinelli, commissaria dell’Enpa provinciale di Messina- i cavalli devono sopportare pesi che superano gli 800 chili sotto un sole cocente d’estate e al freddo e alla pioggia d’inverno”. (Continua a leggere dopo la foto)







Il “Nucleo operativo italiano tutela animali” ha questa mattina depositato un esposto segnalando il vetturino ed il sindaco di Messina, Renato Accorinti, per maltrattamento di animali aggravato dalla morte del cavallo. Nella denuncia è stato inoltre chiesto al comandante dei carabinieri di Messina di procedere all’immediato sequestro di tutte le altre carrozze che sono in giro per la città e che stanno mettendo a rischio la vita degli animali. Inutili i soccorsi dell’Azienda sanitaria provinciale e del Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Messina. Inizialmente non si pensava che Oliver fosse in pericolo di vita, anzi, sembrava che dopo il malore le sue condizioni stessero migliorando. Poi, il tragico epilogo… (Continua a leggere dopo le foto)








 

Il cavallo era giunto alla sua ultima corsa. E, come spesso accade, le disgrazie diventano l’occasione (purtroppo troppo tardi) per riflettere. Si rincorrono le ipotesi ma, se vogliamo, anche le certezze: perché per far morire un cavallo in quel modo evidentemente di fatiche ne deve aver fatte molte. “Le carrozzelle trainate dai cavalli vengono usate per il divertimento di turisti poco accorti che non si sono mai domandati cosa si nasconda dietro questa pratica – spiega Alessandra Parrinelli, commissario della sezione provinciale di Messina dell’Enpa, alla “Gazzetta del Sud” – Sotto il sole cocente in estate ed esposti alla pioggia e al freddo in inverno, in mezzo al traffico e ai rumori assordanti che li spaventano. Spesso svengono per la stanchezza o si feriscono perché i loro zoccoli non sono fatti per calpestare l’asfalto cittadino. Tutto questo nel 2017 è inammissibile”.

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